Premessa: bilinguismo individuale e sociale

Quando si parla di bilinguismo è necessario considerare diversi fattori di natura evolutiva, cognitiva, linguistica e sociale come, ad esempio, l’età, l’organizzazione cognitiva delle lingue, la competenza linguistica, il prestigio della lingua in una società, l’uso della lingua, la presenza o meno della comunità parlante la lingua del bilingue nel paese in cui si trova e lo status sociale della lingua, in quanto tracciano a loro volta varie tipologie del fenomeno stesso. 

Le tipologie di bilinguismo sono molteplici: una prima distinzione può essere fatta tra tra bilinguismo individuale e bilinguismo sociale. Con bilinguismo individuale si intende l’uso alternativo di due lingue da parte di un singolo parlante; il bilinguismo individuale rappresenta quindi l’insieme delle competenze di un individuo nei confronti di più lingue. Il bilinguismo sociale invece, si realizza ogni qual volta l’utilizzo di due lingue costituisce un fenomeno che coinvolge un’intera comunità. 

 

Bilinguismo e immigrazione: l’italiano come seconda lingua

A proposito di quest’ultima distinzione poniamo l’attenzione sull’acquisizione della seconda lingua in contesti di bilinguismo legati al fenomeno dell’immigrazione. Questo è un fenomeno che contraddistingue la demografia italiana degli ultimi decenni.

Gli stranieri residenti in Italia secondo i dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2019 (fonte https://www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri-2019/) sono 5.255.503 e rappresentano l’8,7% della popolazione residente.  La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23,0% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania (8,4%) e dal Marocco (8,0%).

Diagramma Stranieri 8,7 per cento

Diagramma stranieri in prevalenza dalla Romania

Accoglienza a scuola: come funziona?

I ragazzi stranieri rispetto al contesto scolastico possono rientrare nella macrocategoria dei BES (Bisogni Educativi Speciali), nello specifico entro l’area dello Svantaggio Socio Economico, Linguistico e Culturale.

Vediamo nel dettaglio queste singole voci.

  • Svantaggio socio-economico: famiglie di basso reddito, assenza libri di testo e materiali didattici.
  • Svantaggio  Linguistico: alunni nati all’estero, adottati; alunni che parlano in lingua italiana solo a scuola.
  • Svantaggio Culturale:
    • alunni con problematiche psicologiche: poco motivati, passivi, aggressivi, con scarsa autostima, che non fanno compiti, non hanno materiale didattico/sportivo,
    • alunni con genitori problematici: non seguiti dalla famiglia, con genitori poco presenti/depressi/divorziandi/divorziati/separati.

Risulta evidente come uno degli obiettivi della scuola sia garantire il diritto all’istruzione e all’inclusione agli alunni non di madrelingua italiana contribuendo al loro pieno inserimento nel contesto socio-culturale del territorio e al senso di appartenenza alla comunità scolastica, cittadina e nazionale.

Si tratta di favorire lo scambio promuovendo la ricchezza insita nell’appartenenza a diverse culture ed educando tutti gli alunni ad essere “cittadini del mondo”.

A otto anni di distanza dalla prima stesura (2006), in un contesto nuovo più ampio, le Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (nota MIUR prot. n. 4233 del 19 febbraio 2014) rivolge l’attenzione agli alunni con cittadinanza non italiana, anche in considerazione del fatto che il numero di tali alunni nelle nostre scuole ha registrato un forte incremento.

Il documento si propone come veicolo di disseminazione e condivisione delle migliori pratiche già messe in atto per accogliere e accompagnare in modo ottimale i sempre più numerosi ragazzi di origine non italiana che le frequentano.

Alcune tra le indicazioni operative che troviamo in queste linee guida sono:

  • Accoglienza
  • Coinvolgimento e partecipazione delle famiglie
  • Valutazione
  • Personalizzazione degli interventi formativi
  • Formazione del personale scolastico

Difficoltà scolastiche degli studenti stranieri

Per riflettere su questa tematica ci affidiamo a uno studio del Professor Cornoldi et al. 2018 su ragazzi della scuola secondaria di II° Grado nati all’estero, in cui emergono risultati molto interessanti. 

Tale indagine ha interessato 3714 studenti, di cui 3583 italiani e 131 stranieri (tutti gli stranieri sono nati all’estero e in famiglia parlano una lingua diversa dall’italiano); i due gruppi sono stati confrontati su 14 misure di scrittura previste dalla nuova batteria di Prove MT Avanzate-3-Clinica per il biennio della Scuola Secondaria di II grado (Cornoldi, C., Pra Baldi, A., Tripodi, D., Morelli, E. (2018). Le difficoltà di apprendimento degli studenti stranieri nelle scuole secondarie di secondo grado. Il caso della scrittura.Dislessia, 15 (2), 195-208).

I risultati dimostrano che i ragazzi nati all’estero risultano più deboli in tutti gli aspetti della scrittura, con maggiori difficoltà rispetto ai ragazzi italiani nelle prove di competenza ortografica. La differenza tra i due gruppi si riduce nella produzione del testo, probabilmente perché quando i ragazzi scrivono un testo, scelgono parole che conoscono bene e ritengono di saper scrivere correttamente. Le differenze inoltre sono meno evidenti nella qualità dell’espressione scritta e nel grafismo, dove le abilità linguistiche hanno un peso minore. Un’altra area di fragilità è quella della comprensione del testo con effetti negativi sulle capacità di studio in generale. Infatti, spesso si osserva che, quando non sono presenti difficoltà specifiche o disturbi di altro genere, le difficoltà maggiori per i bambini di origine non italiana consistono nel raggiungimento della terza fase dell’apprendimento della lingua, ovvero l’apprendimento dell’italiano per comprendere i testi scolastici delle diverse materie e poterli studiare.

A tal fine è importante procedere gradualmente da aspetti più semplici, ad esempio esercitando il riconoscimento diretto di parole al fine di arricchire il lessico e migliorare le abilità strumentali, verso aspetti più complessi per favorire la comprensione profonda del testo scritto.

Come rispondere alle difficoltà con strategie mirate

Guardiamo il grafico che mostra le possibili aree di caduta: lettura, competenze linguistiche, comprensione del testo, uso degli indici testuali o di selezione di informazioni importanti e anche aspetti metacogntivi.

Schema Area di Caduta e Strategia didattica

Ecco possibili risposte secondo le principali aree di caduta citate sopra:

Aumento del vocabolario

Per quanto riguarda l’aumento del vocabolario possono essere creati vocabolari visivi che supportano l’acquisizione di nuove parole supportati dal rimando in voce della sintesi vocale e dalle immagini.

 

Attività con GECO - LIngua

 

Si potranno inoltre creare tabelle con associazione parola – immagine dove viene richiesto al ragazzo di trovare il giusto collegamento tra gli stimoli presentati.

 

Attività con GECO - Associa parola e immagine

 

 

Attività - accrescere il vocabolario

Produzione Scritta

Per ampliare le competenze nella produzione scritta e nell’ortografia si possono pensare attività in ordine di difficoltà crescente tenendo conto delle competenze linguistiche fino a quel momento raggiunte dal ragazzo.

 

Attività con GECO - metti al femminile

 

Attività con GECO - metti al plurale

 

Comprensione del testo scritto

Come osservato dallo studio del Prof. Cornoldi l’area della comprensione del testo spesso può risultare particolarmente compromessa per i ragazzi stranieri. e quindi è importante definire attività e percorsi utili per supportare quest’area. 
Inizialmente si potrà partire da attività di collegamento di immagini e testo per brevi frasi.

Attività con GECO - frasi e immagini

Attività con GECO - nomi e frasi

 

 

Un’altra attività per la comprensione del testo sempre più lungo e complesso può essere quella di riordino delle sequenze, come si può vedere dalla scheda.

 

Attività con GECO - storia

 

Infine un’attività che cresce di grado di complessità ancora di più potrebbe essere quella di comprensione di un testo per lo studio di una materia, ad esempio geografia, storia o scienze. In questo caso si potrebbe utilizzare la modalità del “riassunto” per poter modificare il testo, scegliere via via le parti più importanti e modificare i termini e le parole che possono non essere ancora acquisite dallo studente. 

 

Attività con GECO - riassunto

 

Strumenti per una “cassetta degli attrezzi”: il software GECO

Tutti le schede e i materiali creati sono stati realizzati con il software “all-in-one”, GECO,  che contiene al suo interno 4 ambienti principali:

  • Quaderni serve per gestire e lavorare su documenti di testo.
  • Libri permette di aprire e leggere i libri digitali in formato PDF, aggiungendo evidenziazioni e annotazioni.
  • Mappe serve per creare mappe multimediali e concettuali.
  • Web è un browser interno al programma per cercare informazioni su Internet

 

Gli ambienti dell'interfaccia di GECO

 

I quattro ambienti interagiscono tra loro ma possono anche essere utilizzati come unità singole ed autonome, a seconda delle necessità e delle caratteristiche di apprendimento dei fruitori.

 

Esempio di mappa creata con GECO, con ambiente browser e mappe affiancati

Gli ambienti di GECO possono anche essere affiancati, per esempio per creare una mappa tenendo aperto il browser sicuro

 

 

Il software GECO ha un’interfaccia iconica ed intuitiva, che lo rende particolarmente adatto a soggetti che si confrontano per la prima volta con il computer e/o con la scrittura; per le sue facilitazioni e la possibilità di personalizzare le sue caratteristiche risulta altrettanto adatto a studenti con difficoltà di apprendimento.

Tutti i moduli possono avvalersi di una ricca e sofisticata galleria di immagini iconiche di oltre 5000 immagini significative e prive di affollamento visivo. Le immagini sono ricercabili per categorie e sinonimi; possono essere anche trovate  su “Google Immagini”, con una funzione integrata nel programma. Le immagini possono essere aggiunte a GECO importandole direttamente da cartelle sul computer. Quando è possibile GECO affianca le immagini alle parole corrispondenti grazie alla funzione “immagini magiche”, favorendo la comprensione dei testi scritti.

Contenuti a cura di Vania Galletti – Psicologa Laboratori Anastasis e Andrea Ustillani – Resp. Area Formazione Anastasis

Per saperne di più, visita  www.iostudiocongeco.it

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