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Intelligenza artificiale e disturbi specifici dell’apprendimento

Articolo del blog sull'IA e i DSA

Una svolta epocale o un disastro annunciato?

Se hai un disturbo specifico dell’apprendimento hai un’intelligenza nella norma, sono i test a dirlo, insieme ai protocolli diagnostici. Le difficoltà risiedono solo in aree specifiche degli apprendimenti di base: lettura, scrittura e calcolo. Ci sono invece altre centinaia di caratteristiche che rendono questi studenti e studentesse meravigliosamente creativi, determinati, competenti e con un pensiero divergente estremamente sviluppato.

Vediamo quindi che è presente una discrepanza notevole tra l’intelligenza, le potenzialità degli alunni con un DSA e le reali difficoltà che hanno a scuola. Ma non solo. Spesso il gap è presente anche nel confronto con gli altri, perché se non adeguatamente supportati questi studenti rischiano di non raggiungere il loro pieno potenziale.

È da qui che è partita la riflessione sugli strumenti compensativi e le misure dispensative.

LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170
Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.

Art.5

Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. […]

[…] l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;

Servono dunque nuove strade, percorsi, strategie e strumenti e c’è allora da chiedersi se l’intelligenza artificiale possa essere uno di questi strumenti. Dobbiamo studiarla ed esserne affascinati o temerla ed averne paura? Per gli studenti con DSA può essere un copilota o semplicemente un mezzo che si sostituisce a loro?

Strumenti e tecnologie informatiche

Avere un DSA vuol dire anche avere diritto, come scritto nella legge 170/2010, a usufruire di strumenti tecnologici e modalità personalizzate per raggiungere l’apprendimento. Questo ormai risulta chiaro. Negli anni si sono fatti molti passi avanti su questo punto e sono tante le risorse a cui le famiglie possono già fare affidamento:

  • il correttore ortografico;
  • la calcolatrice;
  • il servizio LIBRO AID dell’Associazione Italiana Dislessia, che fornisce i libri cartacei in formato pdf aperto;
  • i software contenenti la sintesi vocale (GecoePico!SMX studio, etc…);
  • i software per la produzione di mappe concettuali (Geco, SuperMappe EVOSMX studio, etc…);
  • la possibilità di usare la videoscrittura o la dettatura vocale;

Allora con tutte queste risorse siamo a posto… giusto? Il gap è cancellato?

Purtroppo non è così semplice…

Tutti questi strumenti sono sì essenziali, ma spesso per chi non ha un DSA è difficile capire che il dover padroneggiare questi strumenti, il dover trovare una strada alternativa per raggiungere l’apprendimento, porta via davvero tanto tempo. La stessa produzione di una mappa concettuale richiede molto sforzo, impegno e concentrazione. Per questo è fondamentale avere degli strumenti che aiutino materialmente a costruire un proprio metodo di studio e che riescano a velocizzare alcuni processi, supportando gli studenti nella gestione della grande mole di lavoro da affrontare. Proprio qui può entrare in gioco l’intelligenza artificiale.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Immagine creata con intelligenza artificiale: Images bing creator con questa richiesta: “creami una montagna da scalare fatta di libri, fogli e cose da imparare e bambino piccolo ai suoi piedi”

Navigare tra benefici e pericoli: l’IA nell’apprendimento e nei DSA

Il dibattito legato all’intelligenza artificiale è molto caldo in tantissimi ambienti, dai diritti d’autore alla privacy, dal mondo del cinema a quello della scuola. L’intelligenza artificiale è un bene o un male per le nostre vite?

Ripensando a un tipo di dibattito come questo non possiamo che tornare con la mente all’avvento del pc e a quanto abbia sconvolto le nostre vite. Anche in quel caso i timori erano tanti e in alcuni casi fondati. Ma allora come possiamo pensare di introdurre un elemento così controverso nella vita di uno studente che ancora si sta formando e sta trovando la sua strada?

Io in realtà mi chiedo… come possiamo non farlo?

L’intelligenza artificiale esiste, è un elemento concreto e di facilissima fruizione per giovani e giovanissimi, che rischiano di approcciarsi a uno strumento così potente senza il minimo filtro o punto di vista critico che potrebbe suggerire invece un adulto, un insegnante, un educatore, uno psicologo.

Noi adulti siamo i primi a dover comprendere, sperimentare e usare questo strumento, per capirne le potenzialità ma anche i rischi. Dobbiamo, con la mente accesa, affrontare un cambiamento che se colto nel modo giusto può permettere a tantissime ragazze e ragazzi di affrontare l’ostacolo scuola con un po’ di respiro.

Studiare con il copilota: applicazioni pratiche dell’uso dell’IA

L’IA se ben utilizzata può essere un grande strumento di autonomia, può rendere più accessibili i materiali di studio, può aiutare nel ripasso e nella semplificazione di concetti complessi.
Sono moltissime le applicazioni e siti dove poter usufruire dell’intelligenza artificiale e ognuno di essi ha funzioni anche molto diverse.

Esiste un’IA che permette di comporre canzoni, alcune creano immagini, altre possono analizzare un documento o un pdf. Ma le più comuni sono sicuramente le chat.

Chattando con un’intelligenza artificiale è possibile chiedere quasi qualsiasi cosa, soprattutto in ambito scolastico, purché si rispettino i limiti etici intrinseci. Inoltre, l’interazione, con un’intelligenza artificiale, stimola la capacità di costruire domande pertinenti ed efficaci, aiutando gli studenti a sviluppare competenze linguistiche e di ragionamento. È fondamentale sapere cosa chiedere e come formulare le domande in modo chiaro e preciso, utilizzando i prompt adatti per ottenere le risposte desiderate.

Vediamo insieme diversi modi, usi e strategie, che possono agevolare la vita di uno studente con DSA:

  • Rielaborazione e semplificazione di un concetto: ascoltare un argomento spiegato con parole diverse, aiuta a comprenderlo e consolidarne la conoscenza. Le risposte dell’intelligenza artificiale possono essere ascoltate per facilitare la comprensione.
  • Creazione di tabelle riassuntive: richiedere elenchi puntati e tabelle dei concetti principali di un argomento, velocizza processi meccanici come la creazione di linee del tempo e tabelle lessicali.
  • Supporto al ripasso: l’intelligenza artificiale può fungere da tutor per interrogare gli studenti su argomenti specifici e generare esercizi di ripasso con correzione automatica.
L'intelligenza artificiale può fungere da tutor per interrogare gli studenti su argomenti specifici e generare esercizi di ripasso con correzione automatica.
  • Creazione di immagini e sviluppo delle competenze descrittive: le piattaforme consentono di creare immagini descrivendo ciò che si desidera visualizzare, migliorando le competenze descrittive e personalizzando lo studio.
Le piattaforme consentono di creare immagini descrivendo ciò che si desidera visualizzare, migliorando le competenze descrittive e personalizzando lo studio.
  • Revisione di testi: l’IA può essere utile per la revisione dei testi, correggendo errori grammaticali e evidenziando le modifiche apportate.
  • Supporto nell’apprendimento delle lingue straniere: le applicazioni consentono agli studenti di registrarsi mentre parlano in una lingua straniera e chiedere all’IA di correggere le loro frasi, offrendo un supporto non giudicante e favorendo il miglioramento delle competenze linguistiche.

E chissà quanto altro ancora arriverà…

Un futuro da costruire insieme

Sono ancora molti i dubbi che la scuola e tanti operatori del mondo educativo hanno nei confronti dell’intelligenza artificiale, come è normale che succeda davanti alle grandi innovazioni tecnologiche. Tuttavia, ignorare o respingere l’IA, potrebbe significare perdere un’opportunità fondamentale per migliorare la vita degli studenti con DSA.

Per integrare l’IA in modo efficace e sicuro nell’educazione, è essenziale che insegnanti, genitori, educatori e studenti collaborino strettamente, cercando di essere pronti, consapevoli, attenti ed educanti, così da non rendere i ragazzi passivi davanti all’innovazione tecnologica ma al contrario attivi nel processo di apprendimento.

Per fare ciò ci sono dei punti fondamentali:

  1. Formazione degli insegnanti: gli educatori devono essere adeguatamente formati per comprendere le potenzialità e i limiti dell’IA, così da poterla integrare nei loro metodi didattici in modo critico e consapevole.
  2. Monitoraggio e valutazione: è importante monitorare continuamente l’efficacia degli strumenti di IA utilizzati e valutare il loro impatto sugli studenti, adattando le strategie quando necessario.
  3. Etica e privacy: assicurarsi che l’uso dell’IA rispetti la privacy degli studenti e segua linee guida etiche rigorose.

L’intelligenza artificiale ha il potenziale di trasformare profondamente il modo in cui affrontiamo i disturbi specifici dell’apprendimento. Se utilizzata correttamente, può diventare un potente alleato per gli studenti con DSA, aiutandoli a superare le loro difficoltà e a raggiungere il loro pieno potenziale. La chiave del successo risiede in un approccio equilibrato, critico e collaborativo, che metta sempre al centro le esigenze e il benessere degli studenti.

In definitiva, l’intelligenza artificiale può rappresentare una svolta epocale per l’educazione e per il supporto agli studenti con DSA, ma solo se affrontata con consapevolezza, preparazione e un impegno condiviso verso un’istruzione inclusiva e personalizzata.

Questo articolo è stato scritto e revisionato grazie all’intelligenza artificiale.

Bibliografia – sitografia:

A cura di: Chiara Tomesani – Centro di Apprendimento Anastasis

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