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Strumenti compensativi e misure dispensative: quali sono le differenze?

Cuffie audio bordeaux e nere posate su una superficie di legno chiaro, con un piccolo cuore rosso all'interno dell'archetto. L'immagine richiama l'ascolto e la cura, evocando strumenti come la sintesi vocale nell'ambito del supporto all'apprendimento.

La normativa scolastica vigente garantisce agli studenti e alle studentesse con DSA e BES la possibilità di utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative durante il percorso scolastico.

Questi interventi vengono definiti all’interno del PDP (Piano Didattico Personalizzato), un documento redatto dal consiglio di classe e condiviso con la famiglia e gli specialisti.

All’interno del PDP sono presenti:

  • I dati anagrafici dell’alunno/a
  • La tipologia di disturbo o difficoltà
  • Le attività didattiche individualizzate
  • Le attività didattiche personalizzate
  • Le modalità di verifica e valutazione per ogni disciplina scolastica.

Didattica individualizzata e didattica personalizzata

Sono entrambe importanti per la creazione di un contesto inclusivo, ma non sono sinonimi: 

  • Didattica individualizzata: riguarda le attività di recupero individuale che hanno l’obiettivo di potenziare le abilità o acquisire competenze specifiche. Possono svolgersi all’interno o all’esterno dell’ambiente classe e includere gli strumenti compensativi e il lavoro sul metodo di studio.
  • Didattica personalizzata: prende in considerazione le differenze individuali, soprattutto dal punto di vista qualitativo, calibrando l’offerta didattica sulla specificità dei bisogni educativi della persona e rispettando gli obiettivi di apprendimento. Tiene conto degli stili di apprendimento, delle caratteristiche cognitive e dei bisogni educativi del singolo. 

L’obiettivo è quello di garantire il successo scolastico, promuovere l’autonomia e garantire pari accesso ai contenuti formativi. 

Vediamo ora le differenze tra strumenti compensativi e misure dispensative.

Gli strumenti compensativi

Gli strumenti compensativi sono mezzi didattici o tecnologici che permettono di compensare una difficoltà, riducendo l’affaticamento senza modificare gli obiettivi di apprendimento.

Alcuni esempi possono essere: 

  • Mappe concettuali: facilitano la comprensione, supportano la memorizzazione e il recupero delle informazioni.
  • Calcolatrice, tabelle e formulari: utili per le materie scientifiche e matematiche e fondamentali per chi ha difficoltà nel calcolo.
  • Sintesi vocale: strumento che favorisce la lettura attraverso il canale uditivo.
  • Registratore: per consentire l’ascolto delle lezioni in un secondo momento.
  • Programmi di videoscrittura con correttore ortografico: per velocizzare i tempi di scrittura e ridurre l’affaticamento dato dalla rilettura e correzione degli errori.
  • Libri o vocabolari digitali.

È importante ricordare che non esiste uno strumento compensativo utile e giusto per tutte le persone. Per poter essere efficaci devono essere scelti in base alle caratteristiche specifiche del singolo. 

Le misure dispensative

Le misure dispensative prevedono l’esonero da alcune attività particolarmente difficili o penalizzanti per l’alunno/a.

La loro adozione non va a modificare gli obiettivi disciplinari, ma le modalità con cui vengono richieste le prestazioni. 

Alcune misure dispensative possono essere: 

  • Tempo aggiuntivo nelle prove: circa il 30% in più.
  • Riduzione degli esercizi/domande senza modificare gli obiettivi.
  • Dispensa dalla lettura ad alta voce in classe.
  • Valutazione focalizzata sui contenuti piuttosto che sulla forma e sull’ortografia.
  • Avere interrogazioni programmate.
  • Possibilità di integrare le prove scritte con quelle orali.

La loro adozione deve essere coerente con le difficoltà presentate dalla persona. 

E all’università? 

Anche all’università gli studenti e le studentesse con DSA hanno diritto a supporti specifici.

Oltre alla possibilità di utilizzare gli strumenti compensativi e le misure dispensative menzionati, gli atenei possono offrire i seguenti servizi: 

  • tutor specializzati: per supportare lo sviluppo dell’autonomia individuale nello studio e la partecipazione attiva lungo il percorso accademico;
  • materiali digitali e lezioni online;
  • possibilità di creare gruppi di studio.

Al momento non esiste una normativa nazionale specifica che definisca in modo vincolante le tutele per le persone con Bisogni Educativi Speciali (BES) nei contesti universitari. Le Linee guida della CNUDD (2024) propongono un modello di riferimento volto a orientare le politiche degli atenei verso l’inclusione di studenti e studentesse BES, attraverso misure di flessibilità didattica, come adattamenti nelle prove d’esame e servizi di tutorato. Tuttavia, trattandosi di indicazioni non vincolanti, a differenza di quanto avviene nel contesto scolastico, tali misure possono essere adottate a discrezione dei singoli atenei.

Gli aspetti emotivi

L’utilizzo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative può avere un impatto emotivo su chi li utilizza. 

A volte, nel gruppo classe, queste misure possono essere percepite come un “vantaggio”, generando incomprensioni o pregiudizi.  

Per questo è importante, in accordo con la famiglia e l’alunno/a, spiegare alla classe il significato dell’adozione di questi strumenti, per evitare stigmatizzazioni e promuovere un clima inclusivo

Parità e inclusione

Gli strumenti compensativi e le misure dispensative non sono facilitazioni: sono strumenti di equità che permettono a ogni studente e studentessa di avere pari opportunità di apprendimento e valutazione, in base alle proprie caratteristiche. 

La loro finalità è quella di rendere la scuola inclusiva, flessibile e attenta ai bisogni di ognuno. 

A cura di: Sara Turci – Psicologa del Centro di Apprendimento Anastasis

Bibliografia 

  • Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (2024). Linee guida CNUDD. 
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (2011). Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento.
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (2012). Direttiva 27 dicembre 2012: Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. 
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