Quando un bambino inizia a leggere e scrivere, ogni piccolo progresso è visibile. Proprio per questo, anche le difficoltà emergono con chiarezza e possono generare dubbi, domande, a volte preoccupazione.
“Perché legge così lentamente?”
“Quando scrive impiega tantissimo tempo… è normale?”
“Ogni bambino ha i suoi tempi oppure è meglio approfondire?”
Se ti stai ponendo queste domande, non sei solo. Molti genitori attraversano questa fase nei primi anni della scuola primaria.
Osservare delle difficoltà non significa automaticamente trovarsi di fronte a un disturbo. In questa fase, il punto non è “dare un nome” a ciò che succede, ma iniziare a leggere i segnali e capire quali passi possono essere utili.
Osservare (senza allarmarsi)
L’apprendimento della letto-scrittura è un processo graduale e complesso, che non procede con gli stessi tempi per tutti i bambini. È abbastanza comune, soprattutto nelle prime fasi, osservare una lettura lenta, qualche errore nella scrittura o una certa fatica nei compiti.
Queste difficoltà possono rientrare nella variabilità dei tempi di apprendimento. Possono richiedere maggiore attenzione quando tendono a stabilizzarsi nel tempo, migliorano poco nonostante l’esercizio oppure comportano uno sforzo particolarmente elevato.
In altre parole, non è il singolo errore a essere rilevante, ma il modo in cui la difficoltà si mantiene e quanto incide sull’esperienza del bambino.
Cosa osservare
Per orientarsi meglio, può essere utile osservare non solo “cosa sbaglia” il bambino, ma come affronta le attività di lettura e scrittura.
Nella lettura, ad esempio, può capitare che il bambino proceda lentamente, sillabando a lungo, oppure che fatichi a unire i suoni, leggendo “m-a” senza arrivare a “ma”. In altri casi, anche parole semplici non vengono riconosciute in modo immediato e richiedono più tentativi.
Nella scrittura, la fatica può emergere sotto forma di tempi molto lunghi, pause frequenti o errori che tendono a ripresentarsi nel tempo, come la confusione tra suoni simili (v/f, d/t).
Accanto a questi aspetti, è importante considerare anche alcuni comportamenti: evitare i compiti, stancarsi rapidamente o mostrare frustrazione può essere un segnale della fatica che il bambino sta vivendo.
Questi elementi non consentono di formulare una diagnosi, ma rappresentano indicatori utili per orientare l’osservazione (Stella, Grandi & Di Blasi, 2011).
Confrontarsi con la scuola
Quando emergono dubbi, il confronto con gli insegnanti rappresenta un passaggio importante.
La scuola osserva il bambino quotidianamente, all’interno del gruppo classe, e può offrire un punto di vista utile per comprendere l’andamento degli apprendimenti nel tempo e in relazione ai coetanei.
Il dialogo tra famiglia e insegnanti consente spesso di distinguere tra difficoltà legate alla fase di apprendimento e situazioni che possono richiedere un approfondimento.
Quando approfondire
Se le difficoltà nella lettura e nella scrittura persistono nel tempo, nonostante l’insegnamento e l’esercizio, può essere utile rivolgersi a uno specialista per una valutazione.
Alcuni esempi possono aiutare a orientarsi: una lettura che rimane molto lenta e faticosa, la tendenza a leggere ancora lettera per lettera dopo diversi mesi, oppure la presenza di errori numerosi e ricorrenti nella scrittura.
La valutazione permette di analizzare in modo più approfondito i processi coinvolti nella letto-scrittura, come la velocità e l’accuratezza della lettura, le competenze ortografiche e le abilità linguistiche. L’obiettivo è comprendere il profilo di funzionamento del bambino e individuare modalità di supporto adeguate (Cornoldi & Tressoldi, 2014; Istituto Superiore di Sanità, 2022).
Cosa si può fare
In presenza di difficoltà, può essere utile attivare un percorso di potenziamento delle abilità di base.
Questi interventi sono orientati a rafforzare alcune competenze fondamentali, come la consapevolezza dei suoni delle parole, l’associazione tra fonemi e grafemi e l’automatizzazione della lettura. Si tratta di attività strutturate e graduali, adattate alle caratteristiche del bambino.
La letteratura evidenzia come interventi precoci su queste abilità possano sostenere lo sviluppo della lettura nelle prime fasi dell’apprendimento (Snowling & Hulme, 2012).
Attenzione anche alle emozioni
Le difficoltà nella letto-scrittura non riguardano solo gli aspetti tecnici, ma possono avere un impatto anche sul piano emotivo.
Quando leggere e scrivere diventano attività molto faticose, il bambino può sperimentare una riduzione della motivazione, sentirsi meno competente o sviluppare un atteggiamento di evitamento.
Per questo è importante accompagnare il bambino con attenzione, creando un contesto che favorisca la fiducia e la partecipazione, senza aumentare la pressione o focalizzarsi esclusivamente sull’errore.
In sintesi
Di fronte a difficoltà nella lettura e nella scrittura, può essere utile procedere per passi: osservare nel tempo, confrontarsi con la scuola e, quando necessario, approfondire con uno specialista. L’eventuale attivazione di un intervento mirato consente di sostenere in modo più efficace il percorso di apprendimento.
Cosa puoi fare da subito
Nella quotidianità, alcune attenzioni possono contribuire a rendere più sostenibile l’apprendimento. Può essere utile proporre momenti brevi ma regolari dedicati alla lettura, scegliendo situazioni tranquille e senza fretta.
La lettura condivisa, alternando la voce dell’adulto e quella del bambino, permette di ridurre il carico e mantenere il coinvolgimento. Durante i compiti, non è necessario intervenire su ogni errore: selezionare cosa correggere può aiutare a evitare un eccessivo affaticamento.
Valorizzare l’impegno e mantenere un dialogo costante con la scuola favorisce inoltre una maggiore coerenza nel supporto.
Quando chiedere aiuto
Se le difficoltà persistono per diversi mesi, se la lettura rimane molto lenta oppure se il bambino tende a evitare queste attività e manifesta un disagio crescente, può essere utile confrontarsi con uno specialista.
Chiedere un parere consente di comprendere meglio il funzionamento del bambino e di individuare le modalità più adeguate per sostenerlo.
Ogni bambino ha il proprio modo e i propri tempi di apprendere. Osservare, comprendere e intervenire in modo mirato permette non solo di sostenere le abilità di lettura e scrittura, ma anche di proteggere la fiducia del bambino nelle proprie capacità. Ed è proprio da lì che nasce ogni apprendimento efficace!
Bibliografia e sitografia:
- Cornoldi, C., & Tressoldi, P. E. (2014). La lettura. Bologna: Il Mulino.
- Stella, G., Grandi, L., & Di Blasi, F. (2011). Dislessia e altri DSA. Firenze: Giunti EDU.
- Snowling, M. J., & Hulme, C. (2012). Interventions for children’s language and literacy difficulties. International Journal of Language & Communication Disorders.
- Consensus Conference (2011). Disturbi Specifici dell’Apprendimento – Raccomandazioni per la pratica clinica.
- Istituto Superiore di Sanità (2022). Linee guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
A cura di: Cinzia Tarlini – Logopedista del Centro di Apprendimento Anastasis