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Insegnare a leggere per studiare agli alunni con DSA

Un bambino sorridente davanti ad una libreria con un libro aperto appoggiato sulla testa a mo' di cappello

Ogni studente dovrebbe cercare di essere efficace ed efficiente durante lo studio. Questo vale ancora di più per gli studenti con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Dobbiamo considerare, infatti, che studiare è un processo complesso per tutti, ma se non ci sono particolari difficoltà, posso leggere e rileggere una o più pagine, senza un eccessivo dispendio di energie cognitive, ma “solo” perdendo più tempo del necessario. 

Ma cosa succede se a leggere e rileggere una pagina è uno studente con DSA? In questo caso oltre alla perdita di tempo, si aggiunge una grande perdita di risorse cognitive. Avere un disturbo specifico, infatti, implica che i processi di base come lettura, scrittura o calcolo (a seconda del caso) non sono stati automatizzati, quindi, per essere compiuti, richiedono un maggior controllo cosciente e, di conseguenza, generano grande affaticamento. 

Per questa ragione gli studenti con DSA non possono permettersi di “leggere a vuoto” le pagine, ma necessitano di utilizzare un approccio quanto più strategico possibile. E questo diventa ancor più fondamentale con l’aumentare della scolarità, a cui corrisponde un incremento, sia per quantità che per complessità, del numero di pagine da studiare. 

Qualche strategia

E’ riconosciuto che l’obiettivo principale della lettura è la comprensione (De Beni et al.; 2003), ma spesso gli studenti si perdono nel labirinto di pagine e parole, senza riuscire a cogliere le informazioni importanti, proprio per mancanza di un approccio strategico. Basta pensare che molti di essi leggono un capitolo (ad esempio di storia) senza nemmeno prestare attenzione al titolo! E, conseguentemente, quando si chiede loro di indicare quali sono le informazioni principali, faticano ad estrapolarle. 

Gli indici testuali

Una strategia fondamentale riguarda proprio l’attribuire la giusta importanza ai diversi indici testuali: immagini, titolo, parole evidenziate o in grassetto. Se infatti il libro dedica un carattere speciale a tali parole, significa che sono importanti. A questo proposito si suggerisce, ancor prima di leggere parola per parola tutto il testo, di dare una scorsa veloce solo a questi indici testuali e da qui riflettere su quali possono essere le informazioni principali, quali contenuti si possono trovare nel testo e se si conoscono già alcuni elementi sull’argomento. La comprensione, infatti è un processo costruttivo che dipende da due fattori: i nuovi contenuti che si andranno a conoscere leggendo e le conoscenze pregresse che il lettore già possiede. 

Ma cosa succede spesso nella realtà? Davvero frequentemente gli studenti che si apprestano a leggere un nuovo testo ritengono di essere come una “tabula rasa”, ovvero si pongono di fronte ad esso come se non conoscessero assolutamente nulla del nuovo argomento, come se non ne avessero mai sentito parlare e, quindi, manifestano un atteggiamento passivo e “brancolano” lungo il testo senza formulare ipotesi o idee guida. Leggere gli indici testuali prima di leggere l’intero testo e riflettere su quello che potranno trovare nelle pagine, o su quello che già conoscono rispetto a quell’argomento, costituisce invece una buona pratica e promuove un atteggiamento attivo nel lettore con ricadute positive sulla sua comprensione, oltre che sul tempo impiegato. 

Un paragrafo alla volta 

Molti studenti prediligono leggere tutto il capitolo e poi tornare sopra a ogni singolo paragrafo con una seconda (o una terza, o quarta!) rilettura. Spesso però, accade che così facendo la prima lettura di numerose pagine tutte in una volta si rivela particolarmente inutile. Meglio, infatti, leggere un singolo paragrafo alla volta, e, se particolarmente lungo o complesso, suddividerlo ulteriormente sfruttando il “punto a capo”. Alla fine di ogni singolo paragrafo è bene domandarsi se esso è stato compreso, o se necessita di essere riletto. Infine, subito dopo averlo compreso, è consigliabile sottolineare e mettere in mappa le informazioni importanti. Solo dopo si può passare alla lettura del paragrafo successivo. 

Non dimentichiamoci, infatti, che spesso chi presenta un DSA può anche essere caratterizzato da una fragile memoria di lavoro, che non permette di tenere a mente troppe informazioni tutte insieme. Proprio per questa ragione, quindi, è bene disincentivare negli studenti e in particolar modo in quelli con DSA,  la lettura di tante pagine tutte in una volta.

Riconoscere la gerarchia delle informazioni

Man mano che le pagine da studiare aumentano, lo studente dovrebbe diventare sempre più competente nel comprendere quali sono le informazioni rilevanti e quali no, per ogni singola disciplina o argomento. 

Ad esempio è fondamentale approfondire con grande scrupolo la conoscenza del territorio americano se stiamo studiando una pagina di Geografia. Al contrario, se stiamo studiando in Storia la scoperta dell’America, alla morfologia del territorio dobbiamo attribuire un’importanza relativa, sapendo che ci serve conoscerla soprattutto nella misura in cui ha influenzato la scoperta del nuovo continente. Lo studente, infatti, dovrebbe sapere che i fiumi, i laghi e i rilievi costituiscono dei dettagli, quando si sta studiando la scoperta dell’America,  a cui ha senso dedicarsi solo se prima ha compreso le informazioni principali riguardanti questo evento a livello storico (quando, perché, come, chi…).

Spesso infatti capita che anche gli studenti più grandi, magari che frequentano le scuole secondarie di secondo grado, di fronte a capitoli molto lunghi non riflettono prima su quali possano essere le informazioni importanti per quel singolo argomento. Il risultato è che si perdono in un groviglio di informazioni di dettaglio che sì, sono interessanti, ma che rischiano di distogliere rovinosamente la loro attenzione dai punti chiave. Ad esempio, se si studia un autore in Filosofia, uno studente strategico sa dare ai diversi paragrafi la giusta importanza. Uno studente poco strategico, invece, attribuisce a tutto la medesima rilevanza, rischiando così di perdere un’enorme quantità di tempo e di energie in pagine introduttive di poco conto, per poi arrivare alla parte dove vengono esposti i concetti chiave, già eccessivamente affaticato e con poco tempo rimasto a disposizione.

Per ogni materia o argomento, infatti, sarebbe importante istituire una mappa guida che aiuti a definire a priori le informazioni assolutamente fondamentali, così da leggere il capitolo in modo orientato, senza perdersi tra le pagine. 

Un’ulteriore strategia: la conoscenza di sé come lettore

Oltre alle strategie che abbiamo appena descritto, proprio perché la comprensione è un processo costruttivo, è importante poi che il lettore sperimenti le diverse strategie e riconosca quali sono quelle più utili per lui. E’ fondamentale che individui le sue personali risorse che lo possono aiutare nella lettura e nella comprensione e, laddove rilevi delle fragilità, trovi dei trucchi per farvi fronte. È inoltre importante che il lettore sappia monitorare la sua concentrazione e conosca diverse modalità per riattivare la sua attenzione o la sua motivazione se si rende conto che esse stanno calando. Leggere per comprendere è un processo seriamente impegnativo, pertanto una buona consapevolezza delle proprie fatiche, come anche dei propri punti di forza, è un’arma vincente anche per la comprensione del testo!

A cura di: Valentina Mazzanti – Psicologa del Centro di Apprendimento Anastasis

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