Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Identificazione precoce: cosa significano e in cosa si differenziano?

Per capire cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento è importante porre attenzione a come i bambini imparano a leggere, scrivere e fare i calcoli, e quali sono le competenze necessarie che permettono di sviluppare tali abilità. Il profilo di sviluppo “tipico” dell’apprendimento ci permette di individuare la presenza di indicatori di rischio delle abilità di base per la successiva strutturazione degli apprendimenti formali. A fronte di ciò, è possibile proporre attività e interventi mirati già attuabili a partire dalla scuola dell’infanzia in preparazione all’ingresso della primaria, momento in cui è possibile invece svolgere anche prove più specifiche come dettati di brano, confronti tra parole e via dicendo, in relazione ovviamente alla classe frequentata.

Individuazione delle fragilità 

Porre attenzione alla dimensione evolutiva degli apprendimenti ci permette di individuare eventuali competenze fragili da cui partire per poter mettere in atto interventi utili a ridurre le fragilità riscontrate. In quest’ottica risulta importante osservare come tali abilità evolvono nel tempo: di fronte ai primi segnali di rallentamento che possono emergere da prove standardizzate che valutano il livello di acquisizione delle competenze atteso per l’età e la classe frequentata, possiamo iniziare a lavorare attraverso attività volte a potenziare tali competenze, e, dopo un certo periodo di tempo, andare ad osservare se si sono ottenuti miglioramenti o se permangono delle difficoltà.

Che differenza c’è tra Difficoltà e Disturbo?

Per Difficoltà intendiamo una prestazione inferiore ai livelli attesi per età e scolarità, che si possono rilevare all’interno del contesto scolastico, mediante delle prove standardizzate. Per Disturbo dell’Apprendimento, intendiamo una difficoltà specifica nelle abilità strumentali di lettura, scrittura e calcolo, che si dovrebbe diagnosticare a seguito di un’adeguata valutazione del profilo cognitivo e funzionale da parte di uno specialista a partire dalla fine della classe seconda primaria per la letto-scrittura e dalla fine della terza primaria per il calcolo. Alla luce di questo, come sostenuto anche dalle linee guida (Consensus Conference), è comunque possibile – già alla fine della prima o all’inizio della seconda primaria – porre attenzione alle competenze fragili, poiché l’individuazione precoce di tali difficoltà o rallentamenti, permetterebbe di ridurle fino al punto di portare l’alunno a raggiungere il livello di apprendimento atteso, mettendo in atto gli opportuni interventi di potenziamento.

Quanto è importante intervenire in tempo?

In tal senso la precocità e la tempestività degli interventi appaiono sempre più spesso in letteratura tra i fattori prognostici positivi di una traiettoria evolutiva che modifica, per quanto possibile, un quadro clinico iniziale critico. Solo successivamente ad un intervento di potenziamento e/o recupero delle competenze a rischio e attraverso l’osservazione dell’evoluzione di tali competenze nel tempo  è possibile valutare la risposta al trattamento, cioè quanto siano state “recuperate” o acquisite le abilità precedentemente risultate fragili, in modo da poter indirizzare al meglio la famiglia e il bambino/a verso il tipo di percorso più adatto e specifico al proprio profilo funzionale.

Perché la relazione con la famiglia risulta fondamentale?

Dalla nostra esperienza sul campo risulta altrettanto importante, quando si lavora con le famiglie, accoglierne le aspettative e chiarire gli obiettivi che l’identificazione precoce e il successivo potenziamento si pongono. Quando si inizia un percorso di identificazione precoce, è importante fin da subito chiarire la differenza tra azioni di osservazione volte all’identificazione di eventuali rischio di DSA e una valutazione diagnostica che invece risulta necessaria per escludere o evidenziare la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Accogliere le aspettative e i bisogni della famiglia è importante anche per comprendere le reazioni agli esiti delle prove somministrate, in particolare un potenziamento consigliato in uno specifico ambito (lettura, scrittura, calcolo) , non implica la presenza di una difficoltà in quell’ambito ma sottolinea il bisogno di porre attenzione e lavorare su quella competenza per rinforzarla. L’incontro con le esigenze della famiglia ci ha permesso inoltre di ragionare insieme su che tipo di percorso eventuale fosse più adatto al bambino, in relazione anche al suo contesto di riferimento, al coinvolgimento della scuola e alle sue esigenze specifiche. Emerge in definitiva un bisogno da parte delle famiglie di essere orientate verso il tipo di azioni più in sintonia con le loro esigenze ma anche la necessità di essere accompagnate alla comprensione dei processi coinvolti nell’apprendimento e di un lavoro condiviso con la scuola.

La nostra esperienza sull’identificazione precoce con l’utilizzo della piattaforma InTempo.

InTempo e’ un servizio on line di individuazione precoce degli indicatori di rischio dei DSA e intervento di potenziamento, volto quindi a costruire un percorso integrato tra questi due aspetti. L’identificazione si basa su prove individuali di lettura, scrittura e calcolo, e il servizio di potenziamento è pensato per i bambini che in tali prove risultano in richiesta di attenzione, attraverso attività specifiche. La potenzialità della piattaforma risiede nel riuscire a proporre tempestivamente attività mirate per potenziare le abilità che ad una prima fase di osservazione sono risultate fragili, e questo (come sostenuto dalla letteratura) è fondamentale per poter agire sulle traiettorie evolutive di sviluppo andando a modificare per quanto possibile, un quadro iniziale critico. I due interventi – individuazione e potenziamento – possono essere però anche acquistati separatamente per soddisfare i diversi bisogni.

Articolo a cura di Sandra Buozzi, Laboratori Anastasis

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