La tecnologia come alleato per imparare

La tecnologia è parte della nostra quotidianità e di quella dei bambini e dei ragazzi che hanno confidenza con strumenti e programmi informatici e tecnologici.

Lo stesso vale anche per chi è nello spettro autistico: la tecnologia può influenzare lo sviluppo cognitivo, linguistico e sociale dei bambini e ragazzi nello spettro e può diventare un alleato per imparare, comunicare e interagire con nuove modalità.

Cosa succede quando un bambino presenta difficoltà di apprendimento o ha un disturbo delle abilità di apprendimento di base e non solo? Nel caso dell’autismo, come in altri casi di difficoltà di apprendimento, l’uso del computer sembra favorire lo sviluppo di abilità visuo-spaziali, l’attenzione, la reattività e la capacità di identificare i dettagli.

La tabella che segue, Cecchini et al. 2006,  mostra caratteristiche e difficoltà delle persone con disturbo dello spettro autistico e come i mezzi informatici rispondono con efficacia.

Disturbo Spettro Autismo Mezzi informatici

Eterogeneità

Presenza di un ampio panorama di scelta tra i software. All’interno di uno stesso software, presenza di livelli diversi di difficoltà per personalizzare il percorso psico-educativo
Incapacità di anticipare gli eventi; necessità di prevedibilità Alta prevedibilità degli stimoli, che possono essere programmati
Picco di abilità visuo-spaziale Materiale prevalentemente visivo
Necessità di ripetere per apprendere Possibilità di ripetizione infinita
Necessità di feedback come rinforzo Feedback sistematici come rinforzo
Anomalia quantitativa in ambito sociale Non sono coinvolti direttamente fattori sociali
Difficoltà di shifting dell’attenzione e pianificazione Inserire solo informazioni strettamente necessarie sul video per minimizzare le distrazioni. La richiesta del software di compiere scelte e decisioni aiuta a scandire il ragionamento in fasi.

 

Il ruolo del computer

Il computer crea un contesto comunicativo esplicito, chiaro e strutturato grazie all’uso di stimoli visivi e della lingua scritta:

  • L’ambiente di apprendimento non dipende dalla mediazione sociale, è altamente prevedibile e sfrutta le abilità visive che sono uno dei punti forti delle persone con autismo
  • Il linguaggio del PC e le risposte che fornisce non presentano sfumature emotive, intonazione, timbro, accento, linguaggio non verbale e altre caratteristiche che possono complicare la comunicazione: per esempio, una persona con autismo può comprendere meglio la voce di una sintesi vocale che produce uno stimolo uditivo stabile e senza particolari inflessioni
  • Il computer “non si arrabbia” e, di fronte a errori, non usa l’ironia né esprime disapprovazione: l’interazione e la comunicazione sono facilitate proprio dalla “neutralità” del computer

I vantaggi del computer sono evidenti, ma usare il computer in modo discontinuo o senza un obiettivo preciso può produrre risultati scarsi o non produrne affatto.

Ogni approccio che considera l’uso della tecnologia come strumento per favorire l’apprendimento e la comunicazione deve tenere conto delle caratteristiche di apprendimento individuali dello studente, caratteristiche da valorizzare e sfruttare con successo con l’uso di software personalizzabili e inseriti in una progettazione psicoeducativa complessa, organizzata e articolata.

 

Il ruolo dell’adulto per raggiungere gli obiettivi di apprendimento

Chi segue lo studente – genitore, operatore scolastico, educatore, insegnante, specialista di riferimento – e lo educa a usare la tecnologia deve essere flessibile e proporre attività didattiche varie e diverse, strutturate e ben organizzate, e lavorare sull’autonomia di uso del computer e dei software.

In questo modo, lo studente:

  • accumula conoscenze tecniche
  • impara in modo attivo
  • migliora la sua autostima e il benessere psicologico
  • può ridurre le stereotipie proprio grazie a nuove e diverse possibilità, conoscenze ed esperienze

Infine, l’affiancamento dell’adulto e il lavoro in piccolo gruppo di pari sono utili per evitare l’isolamento sociale e permettono di usare la tecnologia come ponte e strumento di comunicazione e di condivisione.

 

Aree di intervento nell’autismo con l’uso della tecnologia

La tecnologia usata con metodo e gli strumenti e i software più adatti per i bambini e i ragazzi con autismo possono intervenire positivamente su più aree:

  • area affettivo emozionale
  • area cognitiva
  • area didattica e metodo di studio
  • area delle autonomie
  • area della comunicazione e linguaggio
  • area sociale

 

Il software GECO BES per i disturbi dello spettro Autistico

GECO  è il programma che aiuta i bambini con DSA e altri Bisogni Educativi Speciali a studiare, imparare e a fare i compiti con strumenti diversi e combinabili: parole, immagini, mappe e suoni. Con Geco si possono creare materiali utili per lavorare sulle aree di intervento.

Leggi di più su GECO

Geco BES amplia il materiale a disposizione di chi lavora con i bambini e i ragazzi autistici con:

  • il manuale, la Guida Operativa e i tutorial video di GECO per usarli in ambito autismo, con tanti esempi di materiali utilizzabili per lavorare all’interno delle varie aree di intervento
  • schede scaricabili e pronte da usare nelle aree affettivo-emozionale, cognitiva, didattica e metodo di studio, autonomia

 

Area affettivo emozionale

Riconoscere e gestire le emozioni è obiettivo fondamentali in un percorso affettivo-emozionale nell’autismo e riguarda:

  • saper capire e comunicare le proprie emozioni
  • possedere strategie per autoregolarsi
  • saper leggere le emozioni altrui e adattare di conseguenza il proprio comportamento

All’interno di GECO si trovano schede contenenti attività mirate come storie sociali, immagini e schede operative per il lavoro sulle emozioni e la teoria della mente, cioè l’abilità di identificare gli stati mentali degli altri – pensieri, opinioni, desideri, intenzioni – e di usare queste informazioni per spiegare e prevedere i comportamenti, con tutte le conseguenze a livello di vita sociale quotidiana.

Un esempio di scheda per il lavoro sulla teoria della mente.

 

Area cognitiva

Come elabora le informazioni una persona con autismo? La capacità e la possibile difficoltà nel farlo coinvolge più aspetti:

Attenzione

Per lavorare sia con i bambini con attenzione iperselettiva o iposelettiva (che possono pregiudicare l’apprendimento) e stimolare l’attenzione selettiva che permette di economizzare le informazioni che arrivano dall’ambiente e concentrarsi sull’elaborazione delle informazioni richieste, per esempio durante lo studio.

GECO propone schede di lavoro sulla vigilanza, cioè la capacità di sostenere l’attenzione per il tempo richiesto, l’attenzione focalizzata sugli stimoli e che scarta i distrattori, l’attenzione divisa che permette di concentrarsi su più compiti contemporaneamente e di ricevere ed elaborare più stimoli in contemporanea.

Alcune proposte possono essere schede a tabelle e matrici con stimoli da ricercare o ignorare a seconda dell’aspetto sul quale si vuole lavorare.

Esempio di una matrice 2×2 per lavorare sull’attenzione

 

Memoria

La memoria come abilità può utilizzare supporti esterni, per esempio forniti dall’ambiente, o supporti interni come le strategie mentali che facilitano la memorizzazione.

Un metodo conosciuto e riproponibile all’interno di un programma pensato per lavorare con i bambini e ragazzi autistici è il metodo dei suggerimenti descrescenti, con schede progressive che presentano uno stimolo al quale via via vengono sottratti elementi da rievocare a memoria, per esempio una cucina con tanti oggetti che vengono nascosti: le indicazioni fornite per aiutare a memorizzare possono riguardare la posizione, la dimensione e l’orientamento degli oggetti nascosti.

Funzioni esecutive

Le funzioni esecutive riguardano la capacità di risolvere problemi, pianificare, usare strategie flessibili, mantenere le informazioni controllare e filtrare dati rilevanti, svolgere più azioni in parallelo.

Alcuni aspetti e aree da potenziare che possono beneficiare dall’intervento con l’aiuto della tecnologia e che coinvolgono direttamente anche gli apprendimenti scolastici sono:

  • la capacità di categorizzare le informazioni, da quelle concrete come le caratteristiche di alcuni oggetti a quelle più astratte, per esempio di tipo semantico
  • l’organizzazione percettiva
  • linguaggio, grammatica, funzioni verbali
  • prove di concentrazione come il ragionamento aritmetico e la memoria dei fatti numerici

Esempio di lavoro sulla fluenza lessicale

 

Area didattica e metodo di studio

L’obiettivo principale in questa area è aiutare docenti e alunni a percorrere la via dell’autonomia, della esplorazione delle capacità e talenti individuali adattando le strategie didattiche che li devono sostenere, per esempio:

  • Task Analysis – Scomporre in sotto-obiettivi più semplici e accessibili un compito inizialmente troppo complesso: dalle tabelle (agende visive) che illustrano i momenti della giornata scolastica, di esecuzione di un compito pratico fino alla scomposizione di un argomento da studiare, dalla lettura alla creazione di una mappa e la sua ripetizione orale
  • Uso degli aiuti, tecniche di “prompting” e “fading” – Usare istruzioni e aiuti per facilitare l’acquisizione di una abilità e consolidarla, anche in formato visivo
  • Uso di rinforzi positivi – Tabelle motivazionali e altri strumenti visivi che accompagnano il bambino fino a quando il rinforzatore sarà necessario
  • Strategie di generalizzazione e mantenimento – La capacità di estendere quanto appreso anche al di fuori del contesto nel quale è stato appreso, con persone, materiali diversi e in situazioni diverse: per esempio, casa e scuola possono condividere lo stesso materiale e strategie elaborate con software condivisi per assecondare e promuovere l’apprendimento del bambino.

Area delle autonomie

Per promuovere il raggiungimento dell’autonomia a partire anche dalle azioni quotidiane più semplici che per deficit di attenzione, di comunicazione e di funzioni esecutive non vengono apprese con la stessa spontaneità dei loro pari: ne sono esempio azioni come lavarsi i denti, usare la toilette, vestirsi e allacciarsi le scarpe, mangiare e bere.

In questi casi, la task analysis può venire in aiuto con la scomposizione dell’azione complessa in azioni semplici e l’organizzazione e l’analisi visiva dei materiali da utilizzare per eseguire un compito: la tecnologia aiuta l’insegnamento delle diverse abilità quotidiane con l’uso di immagini, prompt visivi che aggiungono il vantaggio di non dipendere dalla presenza di una persona che istruisce (“autoistruzione”).

Un esempio di task analysis per i ragazzi che frequentano i corsi di nuoto

 

Area comunicazione e linguaggio

Saper comunicare è vitale ed è più di saper parlare: per questo uno dei primi obiettivi è insegnare al bambino come usare il linguaggio o un altro modo di comunicare, per far sapere cosa desidera, i propri pensieri, per raccontare, descrivere, riconoscere la presenza dell’altro in uno scambio comunicativo efficace.

Comunicare si può fare con il linguaggio verbale ma anche con i segni, oppure indicando un’immagine o una parola scritta: la tecnologia aiuta ad aumentare il bagaglio lessicale e fornisce guide, per esempio visive, per impostare e far maturare la capacità di descrivere e raccontare e per migliorare la pragmatica della comunicazione in aspetti cruciali come capire e rispettare i turni e usare il linguaggio in modo efficace.

Espressioni a complessità crescente per l’area della comunicazione

 

Area sociale

Un bambino con autismo può avere difficoltà più o meno profonde quando si tratta di socializzare, e ha bisogno di apprendere quello che gli altri bambini imparano facendo esperienza: interpretare i comportamenti altrui, capire e rispettare le regole e le convenzioni sociali, sviluppare le capacità di problem solving e anche imparare a giocare con gli altri.

In questo caso, per esempio, un software può aiutare a impostare:

  • storie sociali personalizzate e modificabili che visualizzano comportamenti sociali attesi e le motivazioni che li sottendono, attività di riflessione sulle regole sociali e quelle da rispettare in contesti legati alla vita quotidiana del bambino
  • schede per attività di problem solving per affrontare in modo adeguato situazioni di tipo diverso, calibrate e personalizzate su difficoltà e punti di forza del bambino
  • sequenze di eventi e comportamenti da seguire per riuscire a giocare insieme agli altri, pianificate anche per stimolare la flessibilità e la capacità di rispondere a situazioni e comportamenti imprevisti

Una scheda operativa che indica i comportamenti da seguire per giocare in compagnia

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