I disturbi del linguaggio

I DL o Disturbi del linguaggio riguardano la capacità di usare in maniera propria il linguaggio e di comprenderlo: queste due difficoltà possono essere presenti in contemporanea oppure non esserlo.

I disturbi del linguaggio riguardano le aree del linguaggio espressivo e recettivo e possono manifestarsi già in età prescolare, se il percorso evolutivo del bambino mostra un apprendimento del linguaggio atipico o in ritardo rispetto alle attese.

La capacità di osservare e individuare i segnali di un possibile DL permette agli specialisti di distinguere la presenza del disturbo o di escluderla, per esempio nel caso dei bambini che iniziano a parlare tardi rispetto ai loro pari età: oppure, in particolare all’inizio della scuola dell’obbligo, per evitare che il bambino venga descritto come svogliato o poco collaborativo e che il disturbo non venga riconosciuto.

Disturbi del Linguaggio

Come riconoscere i disturbi del linguaggio

Il disturbo del linguaggio può essere riconosciuto e diagnosticato dopo aver escluso altre cause come deficit uditivi o sordità, anomalie dell’apparato orale, disabilità intellettiva o altre sindromi.

Il bambino che presenta un disturbo del linguaggio ha spesso uno sviluppo cognitivo tipico ma manifesta difficoltà legate a “una inefficienza dei sistemi di apprendimento computazionale e di memoria procedurale, che costituiscono la base del processamento linguistico. Queste inefficienze influenzano i processi di elaborazione degli stimoli verbali in input (linguaggio recettivo) e condizionano in modo persistente anche l’output linguistico (linguaggio espressivo)”. (Leonard 2009, Stella 2013)

Segnali dei disturbi del linguaggio

Come si può manifestare un disturbo del linguaggio? La valutazione e la diagnosi avvengono con l’osservazione del bambino e test che valutano il suo sviluppo complessivo, per verificare o escludere la presenza di cause specifiche. Prima dell’intervento di uno specialista, alcuni segnali di un possibile disturbo del linguaggio possono essere colti sia nell’area del linguaggio espressivo, sia del linguaggio recettivo.

Il linguaggio espressivo

È la capacità del bambino di parlare ed esprimersi in maniera corretta e compiuta per la sua età anagrafica. Imparare a parlare è un processo complesso che procede anche per errori, ma in costante evoluzione fino al raggiungimento di ogni tappa prevista: quando questo non succede, è bene indagare le cause per riconoscere l’eventuale disturbo del linguaggio.

Alcuni segnali di DL possono essere:

  • Criticità a livello fono-articolatorio, ovvero l’emissione non corretta dei suoni:
    i bambini che imparano a parlare commettono spesso errori di articolazione dei suoni omettendendoli, sostituendoli o modificandoli (“pugna” al posto “spugna”, “lana” al posto di “rana”, “sciuscio” al posto di “ciuccio”): se questi permangono anche oltre la fase nella quale dovrebbero essere superati, oltre i quattro anni, i problemi fono-articolatori possono segnalare un disturbo del linguaggio.
  • Capacità di esprimersi con il linguaggio ma in maniera atipica rispetto alla normale evoluzione della morfosintassi:
    frasi o lessico semplificati, mancanti di parti fondamentali come i verbi, congiunzioni, articoli, o formalmente scorrette (“mela piace io” al posto di “mi piace la mela”): anche questo deficit espressivo presente a un’età nella quale il linguaggio dovrebbe aver raggiunto complessità e correttezza formale può essere indice di un disturbo del linguaggio

Questi due esempi possono presentarsi anche in maniera indipendente: un bambino può parlare correttamente dal punto di vista fono articolatorio ma continuare a esprimersi in maniera atipica, o viceversa.

Il linguaggio recettivo

Siamo nell’area della comprensione del linguaggio che, in presenza di DL, può essere deficitaria e presentarsi insieme a difficoltà nel linguaggio espressivo.

Alcuni segnali di DL in questa area possono essere:

  • Difficoltà a comprendere parole e costrutti sintattici complessi e a eseguire istruzioni.
  • Difficoltà a memorizzare parole (e quindi ad ampliare il vocabolario a disposizione) rispetto ai bambini di pari età.

Il trattamento riabilitativo dei disturbi del linguaggio

La riabilitazione nel campo dei disturbi del linguaggio parte dalla valutazione foniatrica e/o logopedica e dall’esclusione di cause che possono determinare il disturbo.

Il clinico che individua e diagnostica un disturbo del linguaggio valuta la presenza di difficoltà nel linguaggio espressivo e ricettivo e dalla sua valutazione emergono:

  • gli obiettivi del trattamento (fonetici, fonologici, sintattici, lessicali)
  • le indicazioni operative per stimolare il linguaggio secondo gli obiettivi programmati, sia nel percorso in studio, sia con l’allenamento a casa e a scuola, con l’aiuto e il supporto dei genitori e delle figure educative coinvolte.

Gli strumenti Anastasis per l’intervento riabilitativo del Disturbo del linguaggio

I programmi Anastasis dedicati all’intervento nell’area del linguaggio sono utili agli specialisti della riabilitazione logopedica per identificare i DL e per aiutare i bambini a lavorare sugli aspetti specifici del loro disturbo. 

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