La mappa concettuale nasce come strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze, informazioni e dati in modo visuale, utile a tutti gli studenti per studiare e imparare e agli insegnanti per trasmettere le conoscenze oggetto dei loro insegnamenti.

Una mappa concettuale ha una struttura gerarchica che coinvolge tutti gli elementi dell’oggetto della comunicazione: i concetti portanti, i legami tra questi concetti e quindi anche il percorso di tutto il ragionamento.

Guastavigna e Gineprin, la definiscono “una rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (parole-concetto) all’interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento”.

L’accento va dunque sulla capacità individuale di creare mappe concettuali: somministrare a uno studente una mappa già costruita non favorisce l’apprendimento significativo perché rappresenta l’organizzazione del pensiero di chi ha creato la mappa.

Diventare competenti e autonomi nel riassumere e schematizzare i testi, arrivando a creare le proprie mappe concettuali, significa anche prendere coscienza del proprio stile di apprendimento e diventare capaci di riflettere sui propri processi mentali, di controllarli e regolarli, capacità conosciuta e riassunta con il termine metacognizione.

Il cervello e la memoria

Anche se gli studi sulla memoria legata alla conoscenza sono ancora in evoluzione, sappiamo che il cervello sembra organizzare la conoscenza in strutture gerarchiche: di conseguenza, i processi di apprendimento che mutuano questo tipo di organizzazione migliorano la capacità di apprendere in maniera significativa.

Le mappe concettuali possono essere uno strumento efficace perché funzionano come modello per organizzare e strutturare le informazioni in modo che il cervello riesca a elaborarle e poi depositarle nella memoria a lungo termine.

Tipi di mappe: mentali, strutturali o concettuali, multimediali

Quando parliamo di mappe, è facile incappare in diciture diverse e considerarli tutti sinonimi, anche se in realtà non lo sono: le caratteristiche che differenziano i tipi di mappe riguardano gli obiettivi d’uso, il tipo di organizzazione delle informazioni (a raggiera o gerarchica) e, nel caso delle mappe multimediali, la tecnologia che permette di comprendere al loro interno materiali diversi come immagini, filmati, suoni, pagine web e molto altro.

I tre tipi di mappe esistenti sono quindi:

  • Mappe mentali
  • Mappe concettuali o strutturali
  • Mappe multimediali

La mappa mentale o cognitiva

La mappa mentale ha una forma a raggiera organizzata intorno a una parola o concetto chiave, viene usata per rappresentare le idee e il pensiero per associazione ed è volta “all’accertamento o alla riflessione di conoscenze pregresse”.

La mappa mentale nasce nel 1996 dagli studi del cognitivista Buzan che la considera uno strumento per creare e annotare, utile sia per il lavoro che per la vita personale, e ha una struttura fondata sull’uso dei colori e delle immagini.

La mappa concettuale

Diversa per obiettivi, la mappa strutturale si usa per “rappresentare le relazioni che si stabiliscono tra i concetti principali individuati ed estrapolati da un’unità informativa accreditata come fonte autorevole e di dimensioni e complessità variabili evidenziando la struttura dell’informazione” (Gineprini e Guastavigna, 2004).

La caratteristica principale è la struttura gerarchica: le informazioni si diramano a partire dai concetti portanti e i collegamenti tra le informazioni seguono e danno la possibilità di seguire e ricostruire lo svolgersi di un ragionamento.

La struttura tipica di una mappa concettuale la rende uno strumento utile e valido a supporto dell’apprendimento: per chi impara e può costruire una mappa per studiare e per ritrovare le informazioni al momento dell’esposizione, per chi insegna come supporto visivo per spiegare e analizzare un argomento di studio.

Le mappe multimediali

L’estensione naturale delle mappe, soprattutto all’interno del sistema scolastico, sono le mappe multimediali, strumenti digitali che superano i limiti della mappa tradizionale fondata su testo e immagini perché le arricchiscono di elementi multimediali (audio, video, link), ampliandone le potenzialità:

  • Per lo studente, la mappa concettuale multimediale è uno strumento utile per vedere le cose, intuire e rendere evidenti delle connessioni, identificare, chiarire, schematizzare e organizzare i concetti, recuperare le informazioni stesse sotto forma di supporto visivo e tangibile, per trovare e usare un metodo di studio che risponda in maniera efficace allo stile di apprendimento individuale, e infine per dimostrare quanto appreso usando la mappa come traccia e supporto all’esposizione orale o scritta
  • Per l’insegnante, la mappa può essere uno strumento didattico per proporre gli argomenti oggetto di studio, per imparare a conoscere lo studente e il funzionamento della sua mente, e infine per verificare e valutare il livello di comprensione di un argomento e registrare i progressi nello studio, dal punto di vista della verifica delle conoscenze acquisite ma anche delle capacità metacognitive.

 

Una mappa costruita con SuperMappeX

La mappa come strumento collaborativo

Usare le mappe concettuali significa anche proporle come strumento per far collaborare gli allievi, per studiare e apprendere insieme ma anche per gestire e superare i conflitti in classe.

Le mappe si rivelano uno strumento efficace anche per creare relazioni, favorire l’apprezzamento reciproco e ridurre il pregiudizio nei confronti di chi ha caratteristiche diverse dalle proprie.

Scoprimmo che le mappe concettuali erano un valido sistema per aiutare i docenti a organizzare le idee per l’insegnamento, e un buon metodo per gli studenti per scoprire i concetti chiave e i principi contenuti nelle lezioni, nelle letture o in altro materiale didattico.
A mano a mano che gli studenti acquisivano abilità ed esperienza nella costruzione delle mappe concettuali, iniziavano ad accorgersi che stavano imparando come imparare. Progredendo nell’apprendimento significativo, scoprivano che potevano ridurre o eliminare la necessità di un apprendimento meccanico.
Le mappe concettuali fornivano loro un aiuto per riuscire ad apprendere meglio e aiutavano anche i docenti, essendo strumenti validi per concordare con gli alunni i significati da attribuire alle conoscenze e per progettare un insegnamento più efficace
Joseph D. Novak (2010)

Costruire una mappa concettuale

Costruire le mappe concettuale è un processo di una certa complessità, che chiama in gioco abilità metacognitive importanti come la capacità di selezionare le informazioni e di esprimerle in concetti chiave organizzati e collegabili tra loro.

Per questo motivo, il primo passo è proprio imparare e saper insegnare come si costruisce una mappa concettuale e il metodo migliore per farlo è partire da un argomento familiare del quale si vuole migliorare la comprensione.

I principi generali per costruire mappe concettuali efficaci sono:

  • Rispettare la struttura gerarchica: prima l’argomento generale, di seguito la divisione nei particolari che lo caratterizzano
  • Usare solo parole chiave o parole-concetto per ogni nodo concettuale, che forniscano una idea o una informazione rispetto all’argomento principale
  • Creare collegamenti tra i nodi concettuali, verticali o trasversali a seconda della complessità della struttura cognitiva, ed esplicitarli con linee ed etichette, per esempio con parole come verbi e connettivi per dare significato alla relazione tra i nodi: una mappa è incompleta se è solo una raffigurazione di concetti

L’allievo che acquisisce la capacità di creare mappe concettuali secondo questi criteri, è un allievo consapevole dei concetti che sta esprimendo, e la consapevolezza è una forma di conoscenza aggiuntiva.

Come analizzare e valutare una mappa concettuale

Una mappa può essere analizzata dal punto di vista strutturale, concettuale e anche semantico: in questo senso, l’analisi può dare molte indicazioni interessanti relative alla persona che l’ha realizzata, a partire dalla comprensione dello stile di pensiero che predilige.

In termini di contenuto, invece, le mappe concettuali possono evidenziare concezioni errate dell’argomento trattato e collegamenti impropri tra i diversi livelli di un concetto che possono generare un apprendimento errato degli argomenti oggetto di verifica.

Non è importante che lo studente realizzi la mappa “universalmente” giusta ma che sappia costruire la sua mappa, che rispecchi i suoi processi logici ma che sia anche accessibile e comprensibile dal resto del gruppo.

Le mappe concettuali e i disturbi specifici dell’apprendimento

Nell’ambito dei DSA, la parola disturbo indica una persona che ha un livello cognitivo nella norma ma “una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica” (Lyon, Shaywitz e Shaywitz, 2003): il disturbo, quindi, si riferisce esclusivamente al processo di apprendimento e alle azioni necessarie per individualizzare e personalizzare la didattica e abilitare lo studente a esprimere le sue potenzialità, con tutte le ricadute positive in termini di fiducia in se stesso e autostima, anche nel contesto extrascolastico e, nel tempo, nel contesto lavorativo.

Cosa intendiamo per “potenzialità” quando parliamo di bambini e ragazzi con DSA? Parliamo di una differenza che è anche un punto di forza da valorizzare e stimolare: un allievo con DSA, infatti, ha buone capacità uditive e cinestetiche e uno stile cognitivo globale che gli permette di avere immediatamente una visione generale, per esempio del testo che sta studiando.

La capacità di memorizzazione per immagini permette allo studente di conservare e ricordare con più facilità le informazioni che passano dal canale visivo, ma anche di trovare soluzioni creative ai problemi e collegamenti non convenzionali tra concetti.

In questo senso, le mappe concettuali giocano un ruolo importante nelle diverse fasi dell’apprendimento:

  • nella fase di rielaborazione e selezione delle informazioni lette, perché compensano la difficoltà di cogliere le informazioni in sequenza
  • nella fase di memorizzazione, perché compensano la difficoltà di identificare le parole chiave e il collegamento tra i diversi concetti
  • nella fase di recupero delle informazioni, perché compensano la difficoltà nell’impiego della memoria breve termine

Studiare con le mappe concettuali

Nel percorso scolastico, ogni studente trova un metodo di studio e personalizza il suo modo di apprendere per studiare e lavorare in autonomia. Il metodo più diffuso è quello verbale: leggere e rileggere, riassumere e schematizzare e poi rileggere ancora in vista della verifica.

I bambini e i ragazzi con DSA o con altre difficoltà hanno però estremo bisogno di trovare un metodo di studio alternativo e più adatto al loro stile di apprendimento e la mappa concettuale può diventarlo.

Lo studente può iniziare ad approcciare le mappe concettuali imparando per prima cosa a usare la struttura dei libri di testo – indici e altri indicatori presenti come i box e le domande di verifica – per individuare e capire gli argomenti principali e progredire dall’informazione generale verso l’informazione più granulare.

Le informazioni vanno organizzate visivamente in modo da rispettarne l’ordine gerarchico, con poche parole e una preferenza per il canale visivo, con fotografie, video, disegni e illustrazioni, l’uso di frasi e concetti copiati dal libro di testo in formato digitale e “incollati” sulla mappa, per non doverli riscrivere e aumentare la difficoltà del compito.

Lo studio con le mappe concettuali è una prassi che riguarda tutte le figure coinvolte nell’insegnamento: per usarle con successo, anche gli insegnanti e i genitori devono imparare come costruirle e usarle.

Usare le mappe concettuali e multimediali per visualizzare l’ordine di presentazione degli argomenti, evidenziare i collegamenti lineari e trasversali tra i diversi concetti, semplificare il contenuto tramite “parole chiave”, significa possedere uno strumento efficace non solo per la ripetizione di argomenti e ma soprattutto per l’esposizione orale in classe.

In fase di valutazione, le mappe concettuali possono fungere da supporto visivo, in particolare per i ragazzi con BES, per il recupero delle informazioni e all’organizzazione del discorso in una presentazione orale.

Come strumento di supporto nelle prove scritte e orali possono dare sicurezza allo studente, contribuire a ridurre i livelli di ansia derivante dalla paura di dimenticare termini o parti di un discorso strutturato.

SuperMappe Evo per studiare e imparare

SuperMappe Evo è il programma Anastasis creato per la creazione e la presentazione delle mappe multimediali. Lo studente che usa il nostro software può costruire le sue mappe in maniera rapida ed efficace usando tante risorse diverse: pagine web e link, immagini, testi e documenti in formato digitale e video.

All’interno della mappa, SuperMappe Evo permette di visualizzare le relazioni tra i vari nodi, aiuta a strutturare le informazioni e quindi a memorizzarle e ad esporle. Imparando a usare SuperMappe Evo, lo studente impara come seguire le lezioni e prendere appunti in modo efficace e ha un valido aiuto per costruire il suo metodo di studio personale. SuperMappe Evo dispone anche della Sintesi Vocale per la lettura delle mappe.

Come software per l’apprendimento e la didattica, SuperMappe Evo è uno strumento inclusivo: tutta la classe e gli insegnanti stessi possono usarlo per spiegare, studiare e ripassare, esporre gli argomenti, preparare e sostenere le verifiche.

Le mappe concettuali per la didattica inclusiva

La didattica inclusiva trova la sua realizzazione nel contesto scolastico che supera il concetto di integrazione tra studenti con bisogni educativi speciali e non, e accoglie ogni allievo in un contesto nel quale le differenze diventano una opportunità e una risorsa per l’educazione.

In questo senso, la mappa concettuale è uno strumento di didattica inclusiva: con l’uso delle mappe generalizzato e il supporto della LIM o del videoproiettore, tutta la classe impara a studiare e beneficia dello stesso metodo, efficace anche per i bambini e i ragazzi che non hanno difficoltà di apprendimento.

Il presupposto necessario è l’ambiente di apprendimento cooperativo, dove ogni allievo con le sue abilità personali può dare un contributo in termini di talento, idee e stile di apprendimento, per favorire il successo di tutto il gruppo.

Se l’insegnante adotta le mappe concettuali come strumento didattico regala all’allievo con DSA la possibilità di partecipare in maniera attiva e propositiva al gruppo e al gruppo intero la possibilità di confrontarsi in un clima collaborativo: in più, le tecnologie informatiche – compresi i software come SuperMappe Evo per creare le mappe concettuali – aggiungono caratteristiche importanti per la didattica inclusiva come l’accessibilità e l’usabilità, e possono essere utilizzate sia in gruppo, sia individualmente.

La mappa concettuale in sé, quindi, è uno strumento didattico che diventa inclusivo solo se inserito in un contesto predisposto a realizzare l’inclusività: se questa condizione è presente e la mappa usata in maniera consapevole e corretta, può diventare un’opportunità e una risorsa importante per tutti gli allievi, un piccolo seme in un terreno fertile con grandi possibilità di evoluzione e cambiamento.

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