Il processo di apprendimento

Per capire l’importanza dell’utilizzo delle mappe concettuali nel processo di apprendimento degli studenti con DSA, dobbiamo darne una prima definizione che ci guidi nella comprensione dei passaggi che compongono il processi di apprendimento.

“L’apprendimento è un processo continuo di acquisizione di nuove informazioni, di elaborazione di queste informazioni e di trasformazione di informazioni già possedute, in modo che acquistino una nuova forma”
(Mazzoni, 2001).

Segmentando questa definizione e analizzandone le singole parti ci troviamo a dover inserire un nuovo concetto, e cioè quello dello stile di apprendimento.
Ognuno di noi ha un differente stile di apprendimento e di conseguenza un differente modo di percepire, elaborare, immagazzinare ed infine di recuperare le informazioni (Mariani, 2020).

Ogni ragazzo quindi utilizzerà un diverso canale sensoriale per accedere alle informazioni ed in base a questo potrà avere:
– uno stile di apprendimento visivo-verbale nel caso in cui la sua preferenza sia per la letto-scrittura;
– uno stile di apprendimento visivo-non verbale nel caso in cui abbia una preferenza per le immagini;
– uno stile di apprendimento uditivo nel caso privilegi l’ascolto;
– uno stile di apprendimento cinestesico nel caso in cui preferisca fare esperienza diretta e concreta dell’argomento per comprenderlo al meglio.

Gli studenti con DSA, date le loro caratteristiche specifiche, tendono ad avere difficoltà ad utilizzare il canale visivo-verbale preferendo invece gli altri, che non si basano su abilità non automatizzate per loro come la lettura o la scrittura.

Cosa succede una volta che i ragazzi hanno avuto accesso alle informazioni attraverso i differenti canali sensoriali?

Le informazioni devono essere comprese, rielaborate o sintetizzate per poter essere memorizzate ed infine recuperate nel momento della verifica scritta o dell’interrogazione orale. Ciascuno di questi passaggi, per uno studente con DSA, presenta delle insidie ma in particolar modo gli ultimi step di questo processo sono
quelli che più preoccupano gli alunni e le loro famiglie. Questo perché la memorizzazione di termini specifici, definizioni, date e nomi è spesso resa più difficoltosa da fragilità a carico della memoria a breve termine. 

A questo scopo la legge 170/2010 riconosce la necessità per questi ragazzi di ricorrere all’utilizzo di strumenti compensativi, tra cui le mappe concettuali, proprio per supportare la memorizzazione e il recupero delle informazioni.
L’utilizzo di questi strumenti all’interno del processo di apprendimento non si limita solo a questo, infatti possono essere utilizzate anche a supporto della comprensione di testi grazie alla possibilità di organizzare le informazioni ed esplicitare le relazioni tra i contenuti; possono essere utilizzate come guida nella stesura dei temi; possono essere utilizzate per prendere appunti sintetici in classe; possono essere utilizzate per riassumere le procedure necessarie per svolgere esercizi e soprattutto per promuovere l’autonomia e la motivazione allo studio del ragazzo.

Le mappe concettuali

Le mappe concettuali furono ideate da Novak negli anni Settanta “per documentare ciò che i bambini conoscevano in un determinato campo prima e dopo l’insegnamento” (Novak, 2012).

Ben si prestano quindi per lo studio e il recupero delle informazioni, nonché per la loro organizzazione all’interno del discorso, in quanto risultano essere
rappresentazioni grafiche di concetti, che vengono espressi in forma sintetica e gerarchica, collegati tra loro da relazioni logiche sotto forma di linee o frecce che contengono parole-legame. Possono inoltre essere corredate da immagini e simboli che meglio spieghino il concetto in esame.

Mappa concettuale

 

Come costruire mappe concettuali efficaci?

È importante ricordare che non esistono regole rigide per la costruzione delle mappe, ma anzi, è fondamentale che ciascuno crei la sua come punto di arrivo di un personale processo di elaborazione dei contenuti, e di disposizione degli stessi nel foglio secondo la propria soggettiva organizzazione logica.
Allo stesso tempo ci sono degli accorgimenti che è importante tener a mente, per far si che la mappa concettuale rimanga il più accessibile e di facile utilizzo possibile al
momento del bisogno. Nello specifico per evitare di ricorrere eccessivamente alla lettura (compito che provocherebbe affaticamento cognitivo), i nodi devono risultare
sintetici e devono contenere parole chiave messe in evidenza con l’utilizzo di colori differenti. I collegamenti tra i nodi devono essere esplicitati mediante l’utilizzo di linee
e frecce, sulle quali scrivere parole-legame o domande stimolo. Mentre, per quanto riguarda l’uso di immagini, non è necessario che queste siano strettamente
corrispondenti alle parole contenute nel nodo, ma piuttosto che abbiano un forte valore evocativo delle stesse (es. utilizzare l’immagine del fuoco per spiegare il
concetto di cremazione).

Il processo di creazione delle mappe concettuali non è comunque da intendersi come qualcosa di banale ed immediato, richiede un approccio strategico che inizia con l’individuazione degli indici testuali (titoli e sottotitoli, parole chiave, immagini e didascalie) presenti nel libro, che consentono di iniziare a immaginare la possibile strutturazione della mappa e prosegue con la comprensione, la selezione e la rielaborazione dei contenuti, da integrare al suo interno così da renderla più completa
e dettagliata.

Mappe cartacee o mappe multimediali?

Riuscire a riportare questi passaggi all’interno di una mappa creata su carta, può rivelare ulteriori insidie per i ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento. Per esempio, nel copiare termini specifici dal libro al foglio si possono commettere errori di trascrizione; in caso di necessità di correzioni, non sempre si ha la possibilità di farle per mancanza di spazio e ancora in assenza di un gesto grafico fluido e comprensibile la mappa rischia di perdere di efficacia o di richiedere un tempo eccessivo per la sua creazione.

Fortunatamente nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi software per la creazione di mappe concettuali multimediali come Geco SuperMappe, con strumenti anche per i dispositivi mobili, creati dalla Cooperativa Anastasis.

Tramite questi programmi è possibile non solo apportare qualsiasi tipo di modifica al materiale prodotto, persino a distanza di tempo, ma anche lavorare direttamente sulla versione digitale del libro di testo adottato dalla classe, attingendo così a contenuti e immagini familiari per il ragazzo, bypassando i possibili errori di trascrizione e soprattutto riducendo i tempi necessari per la sua creazione. Rispetto alla versione cartacea poi quella digitale consente di aggiungere approfondimenti multimediali come note audio, video, immagini e collegamenti a pagine web, così da sfruttare ancora di più i diversi canali di apprendimento.   Infine, l’utilizzo del computer permette di ricorrere un altro strumento compensativo fondamentale per i ragazzi con DSA, la sintesi vocale, che li solleva dal compito della lettura e gli permette di individuare più facilmente eventuali errori commessi durante la stesura della mappa.

Esempio di mappa

 

Mappe e didattica inclusiva

Le mappe concettuali rientrano quindi nell’elenco delle misure compensative, previste dalla scuola come supporto all’apprendimento per gli studenti con DSA, ma possono essere anche intese come un valido strumento per la didattica inclusiva.

Proprio per la loro sinteticità e la loro organizzazione logico-concettuale, ben si prestano a diventare uno strumento di veicolazione delle conoscenza nell’ottica di un apprendimento significativo per ogni tipologia di studente. Quindi non solo gli alunni possono sperimentarsi nella costruzione delle mappe a supporto dello studio, ma anche i docenti hanno la possibilità di ricorrere a tale strumento ad integrazione della didattica. Ogni insegnante può fornire al gruppo classe mappe di propria produzione, che possono fungere da organizzatori anticipati in grado di orientare i ragazzi durante la spiegazione del nuovo argomento o in alternativa costruirle con loro durante la lezione e condividerle come guida al ripasso dei concetti più importanti, permettendo così una migliore strutturazione delle conoscenze e un recupero facilitato delle informazioni rilevanti anche in caso di assenze. Successivamente lo studente dovrà integrare e personalizzare il materiale fornito in base alle proprie caratteristiche di apprendimento, ma avrà a disposizione una guida da cui prendere spunto, che gli permetterà di focalizzarsi sui principali concetti affrontati in classe.

Contenuti a cura di Elisa Carli, Laboratori Anastasis

 

 

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