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Mappe concettuali: a cosa servono?

Mappe Concettuali

Come costruire mappe concettuali efficaci?

È importante ricordare che non esistono regole rigide per la costruzione delle mappe, ma anzi, è fondamentale che ciascuno crei la sua come punto di arrivo di un personale processo di elaborazione dei contenuti, e di disposizione degli stessi nel foglio secondo la propria soggettiva organizzazione logica.
Allo stesso tempo ci sono degli accorgimenti che è importante tener a mente, per far si che la mappa concettuale rimanga il più accessibile e di facile utilizzo possibile al
momento del bisogno. Nello specifico per evitare di ricorrere eccessivamente alla lettura (compito che provocherebbe affaticamento cognitivo), i nodi devono risultare
sintetici e devono contenere parole chiave messe in evidenza con l’utilizzo di colori differenti. I collegamenti tra i nodi devono essere esplicitati mediante l’utilizzo di linee
frecce, sulle quali scrivere parole-legame o domande stimolo. Mentre, per quanto riguarda l’uso di immagini, non è necessario che queste siano strettamente
corrispondenti alle parole contenute nel nodo, ma piuttosto che abbiano un forte valore evocativo delle stesse (es. utilizzare l’immagine del fuoco per spiegare il
concetto di cremazione).

Il processo di creazione delle mappe concettuali non è comunque da intendersi come qualcosa di banale ed immediato, richiede un approccio strategico che inizia con l’individuazione degli indici testuali (titoli e sottotitoli, parole chiave, immagini e didascalie) presenti nel libro, che consentono di iniziare a immaginare la possibile strutturazione della mappa e prosegue con la comprensione, la selezione e la rielaborazione dei contenuti, da integrare al suo interno così da renderla più completa
e dettagliata.

Mappe cartacee o mappe multimediali?

Riuscire a riportare questi passaggi all’interno di una mappa creata su carta, può rivelare ulteriori insidie per i ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento. Per esempio, nel copiare termini specifici dal libro al foglio si possono commettere errori di trascrizione; in caso di necessità di correzioni, non sempre si ha la possibilità di farle per mancanza di spazio e ancora in assenza di un gesto grafico fluido e comprensibile la mappa rischia di perdere di efficacia o di richiedere un tempo eccessivo per la sua creazione.

Fortunatamente nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi software per la creazione di mappe concettuali multimediali come Geco SuperMappe, con strumenti anche per i dispositivi mobilicreati dalla Cooperativa Anastasis.

Tramite questi programmi è possibile non solo apportare qualsiasi tipo di modifica al materiale prodotto, persino a distanza di tempo, ma anche lavorare direttamente sulla versione digitale del libro di testo adottato dalla classe, attingendo così a contenuti e immagini familiari per il ragazzo, bypassando i possibili errori di trascrizione e soprattutto riducendo i tempi necessari per la sua creazione. Rispetto alla versione cartacea poi quella digitale consente di aggiungere approfondimenti multimediali come note audio, video, immagini e collegamenti a pagine web, così da sfruttare ancora di più i diversi canali di apprendimento.   Infine, l’utilizzo del computer permette di ricorrere un altro strumento compensativo fondamentale per i ragazzi con DSA, la sintesi vocale, che li solleva dal compito della lettura e gli permette di individuare più facilmente eventuali errori commessi durante la stesura della mappa.

Mappa - Concetto

Come costruire mappe concettuali efficaci?

È importante ricordare che non esistono regole rigide per la costruzione delle mappe, ma anzi, è fondamentale che ciascuno crei la sua come punto di arrivo di un personale processo di elaborazione dei contenuti, e di disposizione degli stessi nel foglio secondo la propria soggettiva organizzazione logica.
Allo stesso tempo ci sono degli accorgimenti che è importante tener a mente, per far si che la mappa concettuale rimanga il più accessibile e di facile utilizzo possibile al
momento del bisogno. Nello specifico per evitare di ricorrere eccessivamente alla lettura (compito che provocherebbe affaticamento cognitivo), i nodi devono risultare
sintetici e devono contenere parole chiave messe in evidenza con l’utilizzo di colori differenti. I collegamenti tra i nodi devono essere esplicitati mediante l’utilizzo di linee
frecce, sulle quali scrivere parole-legame o domande stimolo. Mentre, per quanto riguarda l’uso di immagini, non è necessario che queste siano strettamente
corrispondenti alle parole contenute nel nodo, ma piuttosto che abbiano un forte valore evocativo delle stesse (es. utilizzare l’immagine del fuoco per spiegare il
concetto di cremazione).

Il processo di creazione delle mappe concettuali non è comunque da intendersi come qualcosa di banale ed immediato, richiede un approccio strategico che inizia con l’individuazione degli indici testuali (titoli e sottotitoli, parole chiave, immagini e didascalie) presenti nel libro, che consentono di iniziare a immaginare la possibile strutturazione della mappa e prosegue con la comprensione, la selezione e la rielaborazione dei contenuti, da integrare al suo interno così da renderla più completa
e dettagliata.

Mappe cartacee o mappe multimediali?

Riuscire a riportare questi passaggi all’interno di una mappa creata su carta, può rivelare ulteriori insidie per i ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento. Per esempio, nel copiare termini specifici dal libro al foglio si possono commettere errori di trascrizione; in caso di necessità di correzioni, non sempre si ha la possibilità di farle per mancanza di spazio e ancora in assenza di un gesto grafico fluido e comprensibile la mappa rischia di perdere di efficacia o di richiedere un tempo eccessivo per la sua creazione.

Fortunatamente nel corso degli anni sono stati sviluppati diversi software per la creazione di mappe concettuali multimediali come Geco SuperMappe, con strumenti anche per i dispositivi mobilicreati dalla Cooperativa Anastasis.

Tramite questi programmi è possibile non solo apportare qualsiasi tipo di modifica al materiale prodotto, persino a distanza di tempo, ma anche lavorare direttamente sulla versione digitale del libro di testo adottato dalla classe, attingendo così a contenuti e immagini familiari per il ragazzo, bypassando i possibili errori di trascrizione e soprattutto riducendo i tempi necessari per la sua creazione. Rispetto alla versione cartacea poi quella digitale consente di aggiungere approfondimenti multimediali come note audio, video, immagini e collegamenti a pagine web, così da sfruttare ancora di più i diversi canali di apprendimento.   Infine, l’utilizzo del computer permette di ricorrere un altro strumento compensativo fondamentale per i ragazzi con DSA, la sintesi vocale, che li solleva dal compito della lettura e gli permette di individuare più facilmente eventuali errori commessi durante la stesura della mappa.

Mappa Concettuale  - esempio

Mappe e didattica inclusiva

Le mappe concettuali rientrano quindi nell’elenco delle misure compensative, previste dalla scuola come supporto all’apprendimento per gli studenti con DSA, ma possono essere anche intese come un valido strumento per la didattica inclusiva.

Proprio per la loro sinteticità e la loro organizzazione logico-concettuale, ben si prestano a diventare uno strumento di veicolazione delle conoscenza nell’ottica di un apprendimento significativo per ogni tipologia di studente. Quindi non solo gli alunni possono sperimentarsi nella costruzione delle mappe a supporto dello studio, ma anche i docenti hanno la possibilità di ricorrere a tale strumento ad integrazione della didattica. Ogni insegnante può fornire al gruppo classe mappe di propria produzione, che possono fungere da organizzatori anticipati in grado di orientare i ragazzi durante la spiegazione del nuovo argomento o in alternativa costruirle con loro durante la lezione e condividerle come guida al ripasso dei concetti più importanti, permettendo così una migliore strutturazione delle conoscenze e un recupero facilitato delle informazioni rilevanti anche in caso di assenze. Successivamente lo studente dovrà integrare e personalizzare il materiale fornito in base alle proprie caratteristiche di apprendimento, ma avrà a disposizione una guida da cui prendere spunto, che gli permetterà di focalizzarsi sui principali concetti affrontati in classe.

Contenuti a cura di Elisa Carli, Laboratori Anastasis

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