Introduzione

Per poter esprimere il proprio potenziale ognuno di noi utilizza degli strumenti, ovvero tutto ciò che permette il raggiungimento di mete e/o obiettivi altrimenti difficilmente raggiungibili, utilizzati unitamente a misure dispensative intese come strategie personali.
Gli occhiali da vista sono uno strumento compensativo poiché “compensano” una mancanza, partono da essa per permetterci di vedere 10 decimi.

Normativa e definizioni

Nel 2004 è stata emanata la prima Circolare Ministeriale (Nota MIUR prot. N. 4099/A/4 del 5/10/2004) che introduce gli strumenti compensativi e le misure dispensative, suggerendone l’adozione, nell’ambiente scolastico per gli alunni con DSA. Negli anni si sono susseguiti approfondimenti ed ampliamenti in merito a strumenti e misure fino ad arrivare alla loro legittimazione nella Legge 170/2010 e nelle recenti Linee Guida.

Nelle Linee Guida del 2011 gli strumenti compensativi vengono definiti come “strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o rendono accessibile la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria”; mentre indentificano le misure dispensative come “interventi che consentono all’alunno di non svolgere quelle prestazioni che sarebbero troppo dispendiose a discapito dell’apprendimento”.

Un esempio di misura dispensativa

Quaderno, libro e penna sono strumenti utili, efficaci e sufficienti nello studio per la maggior parte degli alunni, ma non lo sono per alunni con neurodiversità; diventa, quindi, indispensabile individuare nuovi strumenti (computer con sintesi vocale, calcolatrice, mappe e schemi, ecc.) in affiancamento o sostituzione a quelli abitualmente proposti.

La lettura ad alta voce in classe ha lo scopo di allenare alla lettura, ma per un alunno con dislessia questa modalità non è affatto funzionale poiché lo espone ad una frustrazione che andrà a causare stati ansiosi che a loro volta diminuiranno la comprensione dei contenuti; l’esonero della lettura ad alta voce è una strategia didattica.

Strumenti compensativi e misure dispensative nella didattica: a cosa servono

Strumenti compensativi e misure dispensative non sono destinati sono a individui con neurovarietà ma fanno parte della vita di chiunque; nell’ambito dell’apprendimento, essi sono spesso “aumentativi” poiché stimolano un apprendimento attivo che favorisce l’acquisizione di un grado di autonomia altrimenti non raggiungibile. La didattica va, quindi, individualizzata e personalizzata: questo significa dare a ognuno ciò di cui ha bisogno.

Giacomo Cutrera (2008) scriveva:
“Gli strumenti compensativi sono soggettivi: a un dislessico può essere utile la calcolatrice, ad un altro il correttore automatico, a qualcun altro ancora magari è sufficiente che il professore legga ad alta voce la consegna”.

Da questa affermazione si evince chiaramente che non tutti hanno bisogno delle stesse misure e degli stessi strumenti; è, quindi, fondamentale conoscerne molti per poter scegliere quelli necessari alla realizzazione di un percorso formativo “su misura”, costruito sulle caratteristiche del singolo individuo.

Fra gli strumenti compensativi, la normativa citata propone:

  • Tabelle dell’alfabeto e dei vari caratteri, Tabelle delle figure e delle formule geometriche
  • Tavola pitagorica
  • Calcolatrice
  • Registratore
  • Computer con programmi di videoscrittura, correttore ortografico e sintesi vocale;

Fra le misure dispensative la stessa normativa riporta:

  • Dispensa da lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, dall’uso del vocabolario cartaceo, dallo studio mnemonico, dalla lingua straniera in forma scritta
  • Programmazione di prove scritte e orali e di tempi più lunghi per il loro svolgimento e per lo studio a casa.

Come scegliere e quando inserire strumenti e misure

È facile notare come alcuni strumenti siano a “bassa tecnologia” mentre altri ad “alta tecnologia”, ma è bene precisare che non è detto che uno strumento tecnologico sia sempre meglio di uno non tecnologico. È, però, altrettanto vero che l’informatica è ciò che meglio consente nel mondo attuale di veicolare l’autonomia.
La scelta nell’uso delle tecnologie compensative informatiche deve tenere conto di diverse variabili, tra cui: l’ambiente, il tipo di compito, le strategie che l’alunno padroneggia e le competenze che deve aver già acquisito. Perché l’alta tecnologia sia efficace l’allievo deve aver prima avuto il tempo ed il modo di sviluppare le competenze digitali e le abilità strategiche nel suo utilizzo in maniera da riuscire ad usarle in autonomia.

La scelta di quando e quali strumenti compensativi (in particolare quelli informatici) inserire nella vita dell’allievo dipende, non solo delle caratteristiche dello stesso, ma anche dall’età e dal grado di scolarità.

Nella scuola primaria i bambini necessitano di strumenti specifici soprattutto nella scrittura e nella lettura ma anche per aspetti solitamente carenti come il calcolo e le lingue straniere.

Gli strumenti informatici devono possedere:

  • facilità di utilizzo e facile accessibilità
  • sintesi vocale simile alla voce umana, che rispetti il più possibile la prosodia, regolabile nella sua velocità di lettura e anche nella scelta di leggere frase per frase, parola per parola o lettera per lettera, attivabile anche al di fuori del programma che la gestisce (es. su pagine internet o calcolatrice), fornita di “effetto karaoke” per favorire il doppio accesso al testo (visivo-uditivo), presente anche in altre lingue (es. inglese)
  • correttore e suggeritore ortografico
  • possibilità di abbinare ad alcune parole scritte un’immagine
  • possibilità di manipolazione diretta del libro digitale (sottolinearlo, prenderci appunti, ecc..).

Nella scuola secondaria i ragazzi hanno maggiore necessità di strumenti specifici per lo studio autonomo e gli strumenti tecnologici dovrebbero essere dotati, oltre alle caratteristiche citate in precedenza, anche di:

  • software per la creazione di mappe multimediali e per la gestione dei libri digitali in PDF
  • registratori con controllo del parlato, possibilità di trasformare i file in mp3
  • organizer elettronici
  • applicativi per la ricerca all’intero del pc che permettono di ritrovare materiali utili
  • agende elettroniche sincronizzate che diminuiscano le difficoltà organizzative
  • traduttore per le lingue straniere

Non ultimo aspetto, va tenuto in enorme considerazione l’assetto emotivo e psicologico dell’individuo che potrebbe non trovarsi ancora nella serenità di accettare l’uso degli strumenti compensativi.

Articolo a cura di Laura Chiavaro, Laboratori Anastasasis