Molto spesso, leggendo le diagnosi di studenti con DSA, è segnalata, oltre alla diagnosi di disturbo specifico di apprendimento, la presenza di fragilità inerenti la Memoria di Lavoro (ML), in particolar modo nella sua componente fonologica. Ma esattamente, cosa si intende con tutto ciò?
La Memoria di Lavoro… al supermercato
La Memoria di Lavoro (detta anche Working Memory) può essere definita come un blocco mentale per gli appunti, che ci consente di mantenere, manipolare e aggiornare i dati specifici per una determinata operazione, per il tempo necessario a svolgerla. Facciamo un esempio. Vi trovate al Supermercato e prima di partire da casa, avete stilato un elenco mentale di ciò che dovete comprare:
- pasta
- latte
- crema da mani
- succo d’arancia
- ammorbidente
- 1 kg di mele
- caffè
- uova
Una volta arrivati al Supermercato iniziate a comprare ciò che vi serve, man mano che incappate nei prodotti che avevate già deciso di acquistare. Quindi vedete nel banco frutta le mele, le mettete nel vostro carrello e mentalmente (e in modo automatico, cioè senza nemmeno accorgervene) depennate dalla vostra lista mentale questo articolo. Poi incappate nel latte, lo mettete nel carrello e lo depennate dall’elenco mentale, stessa cosa con le uova.
Intanto la Memoria di Lavoro aggiorna costantemente il vostro elenco, togliendo ciò che avete già preso e aggiungendo eventualmente ciò che vi è venuto in mente di comprare strada facendo (ad esempio i fazzoletti da naso). A questo punto, se la vostra ML è sufficientemente prestante, allora la vostra lista mentale dovrebbe essere così composta:
- pasta
- crema da mani
- succo d’arancia
- ammorbidente
- caffè
- fazzoletti da naso
Avete quindi aggiornato e riaggiornato in modo automatico l’elenco dei vari prodotti da comprare, sulla base di ciò che già avete messo nel carrello e di quello che via via vi è venuto in mente di acquistare.
Così come è implicata durante il momento della spesa, allo stesso modo la ML è implicata anche negli apprendimenti, e se sono presenti delle criticità, queste possono comportare ricadute negative nelle diverse discipline… oltre a quando siete al Supermercato!
La Memoria di Lavoro… a scuola
La Memoria di Lavoro, infatti, oltre che essere un blocco mentale per gli appunti, è definita anche come una “abilità dominio generale”. Ovvero è una competenza trasversale, il cui apporto è indispensabile in differenti aree, pertanto se è fragile, tali fragilità possono ripercuotersi in diversi ambiti. Facciamo alcuni esempi.
- La ML è implicata nella decodifica di lettura, e permette di tenere a mente i singoli grafemi decodificati per poi fonderli per leggere la parola intera. Ad esempio è grazie alla ML che leggendo questi grafemi: C-A-S-A, riesco a tenerli a mente il tempo necessario per unirli in “CASA”.
- La ML è fondamentale per comprendere ciò che sto leggendo, aggiornando tra loro le diverse informazioni lette, anche a costo di eliminare informazioni precedenti, prima importanti, ma che ora riconosco essere divenute irrilevanti e, quindi, non necessitano più di occupare posto nella mia mente.
- La ML è implicata nei problemi matematici, quando devo tenere a mente i dati e come questi interagiscono tra loro. E’ implicata nei calcoli a mente, dove, per svolgere l’operazione, devo tenere a mente le cifre e i vari passaggi intermedi (come prestiti e riporti).
Riassumendo, nelle competenze più basilari, come in quelle di più alto livello, la Memoria di Lavoro gioca sempre un ruolo importante.
Inoltre essa è necessaria anche quando si svolgono più compiti contemporaneamente. Ad esempio, il dettato di un brano è un chiaro esempio di doppio compito: il bambino infatti scrive ciò che è stato dettato precedentemente e nel frattempo ascolta la nuova frase. Se la sua ML è sufficientemente buona il bambino è capace contemporaneamente di ascoltare e scrivere in modo efficace se, invece, questa ML è scadente, può succedere che il bambino dimentichi alcune parole e/o che commetta numerosi errori di scrittura.
Di fronte, quindi, a una ML che appare poco efficiente, diventa davvero fondamentale capire cosa è giusto suggerire a uno studente. Ciò ha poi ancora più valore se la bassa ML è accompagnata anche dalla presenza di un DSA. In questi casi le strategie che lo studente mette in atto costituiscono la base per la sua riuscita nella scuola.
Cosa suggerire allo studente
A seconda dell’età, è possibile suggerire interventi diversi. Più lo studente è piccolo, più può essere significativo proporre un trattamento riabilitativo condotto da uno specialista, atto ad incrementare la ML. Questo percorso ha carattere intensivo, pertanto si avvale di più sessioni di lavoro durante la settimana, per un periodo di circa 3 o 4 mesi. L’obiettivo è quello di raggiungere il miglior livello possibile di ML, allo scopo di aumentare lo span di memoria e promuovere nel bambino un maggior senso di autoefficacia.
Tuttavia più lo studente diventa grande, più diventa necessario insegnargli modalità di lavoro e strategie appropriate al suo profilo di apprendimento, così da permettergli di far fronte alle sfide scolastiche che diventano via via più richiestive. Vediamo alcuni suggerimenti utili.
Nello studio è bene spezzettare ciò che va studiato in piccole parti, preferendo la lettura di un singolo paragrafo alla volta, ovvero fermandosi davanti ad ogni punto a capo, così da sottolineare subito le informazioni importanti ed eventualmente annotarle o inserirle in una mappa. Leggere infatti più paragrafi alla volta, o addirittura un capitolo per intero, non agevola coloro i quali hanno un basso livello di ML.
Tutte le volte che ci sono più informazioni da tenere a mente, ad esempio come accade durante la lettura di un problema di matematica, è fondamentale sottolineare i dati rilevanti e la domanda, così da non rischiare di dover leggere e rileggere più volte lo stesso problema o di utilizzare dati sbagliati perché non ricordati correttamente.
Durante lo svolgimento di esercizi che necessitano di seguire una struttura precisa (esempio: espressioni aritmetiche, oppure produzione di frasi in lingua straniera), è bene avvalersi di mappe procedurali che scorporano e ordinano i singoli passaggi, così da non commettere dimenticanze o errori legati alla successione dei passaggi.
Nella produzione scritta è bene scomporre il lavoro in più fasi, così da occupare la mente con un solo compito alla volta. Prima è bene riflettere sulla traccia e sulla creazione di una scaletta, successivamente si può iniziare la stesura del testo, facendo riferimento ai punti della scaletta. Alla fine del processo di trascrizione, si passa alla revisione, magari svolgendo più letture in modo da attenzionare uno specifico tipo di errore alla volta. Esempio: una lettura può avere come focus la punteggiatura, un’altra l’ortografia, un’altra ancora la consecutio temporum.
Questi suggerimenti, nel tempo, possono diventare la prassi quotidiana da seguire durante lo studio individuale.
Cosa suggerire alla scuola
Anche la scuola gioca un ruolo importante per favorire l’acquisizione degli apprendimenti negli studenti con DSA e una bassa ML.
Alla scuola si richiede quindi la possibilità di prevedere e rispettare misure specifiche tramite l’adozione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) adeguato. Ecco qualche suggerimento che, previa valutazione del profilo, potrebbe essere riportati nel PDP:
- Concedere l’utilizzo di mappe durante verifiche e interrogazioni
- Permettere l’utilizzo di mappe procedurali per svolgere compiti complessi (es. produzione scritta in Italiano e nelle lingue straniere, esercizi di matematica)
- Concedere verifiche e interrogazioni programmate al fine di consentire uno studio organizzato nel tempo.
Per concludere
La ML è una competenza dominio generale, implicata in differenti aree, dagli apprendimenti più strumentali, a quelli di ordine più complesso. Lo studente con DSA molto spesso mostra un livello di ML scadente, per cui i suoi apprendimenti vanno necessariamente sostenuti in modo adeguato, perché questa ulteriore criticità appesantisce ancora di più il suo progredire scolastico.
Lo studente però ha un ruolo attivo in questo, perché se è vero che il PDP mette a disposizione alcune possibilità per promuovere la sua riuscita, è anche vero che molte strategie vincenti non vanno applicate solo durante il compito in classe, anzi, dovrebbero diventare un modus operandi quotidiano, da mettere in campo proprio a partire dallo studio individuale.
A cura di: Valentina Mazzanti – Psicologa del Centro di Apprendimento Anastasis