Secondo il manuale diagnostico DSM-V i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rientrano nella categoria diagnostica relativa ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento, che appartengono ai disturbi del neurosviluppo e riguardano le abilità scolastiche, ossia Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia.

La caratteristica principale di questo disturbo risiede quindi nel fatto di interessare un’abilità circoscritta e specifica dell’apprendimento, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. É però importante sottolineare anche il carattere “evolutivo” del DSA (Consensus Conference, 2007), non si tratta cioè di qualcosa di acquisito, ma di presente già dalla nascita e benché le abilità evolvano autonomamente nel corso del tempo non raggiungono mai i parametri attesi per la fascia di età di riferimento; questo vuol dire che non riguarda solo i bambini e i ragazzi in età scolare, ma l’interno arco di vita della persona.

Dall’emanazione della legge n.170 del 8 ottobre 2010, la scuola è stata portata ad avere un’attenzione e una preparazione sempre maggiore verso questa problematica, tanto che gli insegnanti sono diventati capaci di segnalare tempestivamente eventuali difficoltà di apprendimento nei bambini. Per tale ragione il numero di studenti frequentanti le scuole italiane, di ogni ordine e grado, in possesso di certificazione di Disturbo Specifico dell’Apprendimento è costantemente cresciuto, ed è passato dallo 0,7% del 2010/2011 al 3,2% del 2017/2018 (Miur, 2018).
Ma non è sempre stato così, di conseguenza molti casi non sono stati diagnosticati fino all’età adulta.

Perché è importante fare diagnosi di DSA anche negli adulti?

Attualmente non c’è certezza sul numero adulti con DSA, le percentuali sembrano oscillare tra il 3 e il 5% (APA, DSM–5, 2014).
Questo perché come detto, prima del 2010, l’attenzione ai DSA risultava di gran lunga minore rispetto ad oggi, non è quindi insolito trovarsi di fronte ad adulti che non posseggono alcun tipo di certificazione. Queste persone giungono all’età adulta con alle spalle anni di mancanza di consapevolezza rispetto al disturbo. Anni durante i quali possono essersi sentiti ripetere più volte di essere svogliati, disattenti, di non studiare abbastanza, di non applicarsi e di non essere in grado di capire i concetti che gli venivano spiegati. In conseguenza di ciò, queste persone tendono ad avere bassi livelli di autostima e ad attribuirsi totalmente la causa dei propri insuccessi, arrivando anche a sperimentare forti stati ansiosi e in alcuni casi depressione.

Alcuni di essi, appartengono alla percentuale di ragazzi che hanno abbandonato la scuola prima dell’esame di maturità, altri approcciandosi al mondo del lavoro, hanno preferito occupazioni al di sotto delle proprie capacità, nelle quali le abilità che potevano metterli in situazione di difficoltà fossero poco richieste, così da non dover sperimentare nuovamente il senso di frustrazione ed inefficacia provato durante il percorso scolastico. Altri ancora, pur non scendendo a compromessi, si sono trovati a combattere con ostacoli che li hanno limitati nel corso della propria carriera.

Va inoltre considerato che molte di queste persone nel corso della loro vita sono diventati genitori e si sono trovati a dover affrontare complesse dinamiche dal punto di vista emotivo. In questi casi da un lato può emergere un senso di incapacità nell’aiutare il proprio figlio nello svolgimento dei compiti; dall’altro essendoci una componente di familiarità per i DSA, può capitare che anche i figli presentino lo stesso profilo ed inizino ad avere le difficoltà dei genitori, generando così sensi di colpa. In entrambi i casi ci si trova a fare i conti con tutta una serie di implicazioni psicologiche che spesso sono causa di sofferenze a cui non sanno dare un nome.

Etichettare e individuare la causa di queste difficoltà quotidiane, può essere d’aiuto a queste persone per riuscire a smettere di sperimentare il senso di inadeguatezza e di frustrazione che possono provare e scoprire tutta una serie di strumenti e strategie utili per superare le difficoltà date dal DSA.

La diagnosi è il primo passo per imparare a conoscere il proprio profilo di funzionamento, perché all’interno della stessa etichetta diagnostica si nascondono un’infinità di sfumature. Con essa ciascuno può capire meglio quali sono le proprie fragilità ed i propri punti di forza, e individuare quali sono gli strumenti che più rispecchiano le proprie necessità anche in relazione al tipo di lavoro svolto.
Per ottenere una diagnosi è necessario rivolgersi a centri specialistici, poiché dopo i 18 anni i servizi diagnostici in ambito evolutivo non sono più adatti a fornire una valutazione degli apprendimenti, essendo necessario l’utilizzo di batterie di test validate per la valutazione dell’adulto.

Strumenti e Strategie:

Una volta terminato il percorso scolastico, all’adulto vengono richieste capacità organizzative e gestionali in grado di soddisfare le esigenze del lavoro, dello studio universitario e della vita privata. Tutte abilità che a scuola vengono allenate solo in parte, dovendo stare alla rigida organizzazione settimanale e giornaliera imposta dal contesto scolastico. Per tale ragione i ragazzi che si approcciano al mondo universitario o del lavoro, nei primi mesi possono trovarsi spaesati e se a questo aggiungiamo il DSA (che porta spesso a dimenticanze, cattiva gestione del tempo, fatica nella gestione dei materiali) è facile capire perché è necessario utilizzare degli strumenti compensativi anche per gli adulti.
Tablet, smartphone e computer sono apparecchi di cui l’intero mondo del lavoro e dell’università non possono più fare a meno; per questo sarà ancora più spontaneo e naturale fare ricorso a strumenti come agende elettroniche e calendari digitali, su cui segnare scadenze e appuntamenti, sfruttando magari sveglie e promemoria o archiviare documenti e file di lavoro su cloud e hard disk così da averli sempre con sè. In entrambi i casi sarà importante darsi regole da rispettare (uso di parole chiave, colori e se possibile immagini) per evitare di perdere materiali importanti o saltare appuntamenti.

Per quanto riguarda invece le difficoltà più strettamente legate ai DSA dobbiamo ricordarci che essi hanno carattere evolutivo, infatti le caratteristiche del disturbo si modificano in quanto l’adulto è in grado di attuare meccanismi di compensazione, ma è comunque meglio ricorrere ad alcuni accorgimenti.

Strategie per la lettura

Per la lettura da computer si possono utilizzare i lettori con sintesi vocale presenti in molte app e programmi. Per la lettura di libri cartacei sono disponibili delle smartpen in grado, una volta passate sul foglio di carta, di leggere attraverso l’uso di una sintesi vocale integrata, trasformando il testo scritto in audio da ascoltare tramite cuffiette (C-Pen Exam Reader).

Strategie per la scrittura

Esiste un gran numero di software ed app dedicate, perfette per compensare le difficoltà di scrittura perché dotate di correttori ortografici e grammaticali oltre che di dettato vocale (es. ePico! o Google Documenti). Spesso sono anche integrati con dizionari e traduttori.
Per chi ha invece la necessità di prendere appunti si può ricorrere all’utilizzo di un’altra tipologia di smartpen in grado di registrare l’audio e associarlo a note scritte su appositi quaderni. Successivamente sarà sufficiente puntare la penna su una parola per riascoltare ciò che era stato detto in quel momento.

Strategie per il calcolo

in questo caso si può ricorrere all’utilizzo di fogli di calcolo, così da poter visionare in qualsiasi momento l’operazione fatta e verificare con più facilità l’eventuale presenza di errori (Google Fogli). Per chi invece lavora nel commercio e si trova a maneggiare contanti si possono utilizzare registratori di cassa in grado di calcolare autonomamente il resto.

Procedure: nel caso si svolga un lavoro in cui è importante seguire delle procedure con un ordine rigido, esistono applicazioni dedicate alla creazione di mappe procedurali o elenchi schematici che aiutino a mettere in evidenza facilmente i diversi step (SuperMappe).

E il mondo del lavoro?

In ambito lavorativo, sulla scia di progetti precedenti, l’Associazione Italiana Dislessia ha sviluppato “DSA: lavoro, orientamento, tutela e ricerca”; un progetto finalizzato a promuovere l’inserimento lavorativo e la crescita professionale delle persone con DSA.

Inoltre nel marzo 2017 è stata presentata la proposta di legge “Disposizioni per favorire l’inserimento lavorativo e sociale di persone con disturbi specifici di apprendimento, ai sensi della legge 8 ottobre 2010 n.170”, con l’obiettivo di dare maggiori tutele alle persone con DSA anche in età adulta, allargando i diritti già previsti in ambito scolastico e anche in sede di concorsi pubblici, patente e test d’ingresso all’università. Nello specifico è prevista la possibilità di:

  • sostituire le prove scritte con un colloquio orale
  • utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, scrittura e calcolo
  • usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per l’espletamento delle prove.

La proposta prevede inoltre progetti personalizzati per migliorare l’inclusione professionale e facilitare lo sviluppo delle potenzialità in azienda di tali dipendenti.

Contenuti a cura di Elisa Carli, Laboratori Anastasis

 

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