Benjamin Barber, noto politologo americano, una volta scrisse che:

“Il mondo si può dividere fra coloro che apprendono e coloro che non apprendono… Il punto non è chiedersi se si è persone capaci o incapaci, ma se si è disposti a imparare o non lo si è”

Nonostante questo aforisma affermi certamente qualcosa di vero, ciò che non dice è che vi sono moltissime persone che sono invece disposte ad imparare e che però non riescono ad apprendere.

 

Le statistiche

In riferimento al mondo universitario, recenti statistiche sui laureati indicano che l’Italia è il penultimo paese dell’Unione Europea per numero di laureati (fonte ANSA) ed il secondo paese europeo per abbandoni universitari (fonte universita.it).

Uno dei principali problemi indicati dagli studenti riguardo al motivo dell’abbandono sono le “difficoltà nello studio”. Si tratta per la gran parte di studenti che non riescono a studiare in modo efficace e ad ottenere risultati corrispondenti all’impegno profuso.

Da questo punto di vista il problema dello studente è quello di non possedere le competenze necessarie per affrontare la quantità e qualità di studio richiesta negli studi universitari. Questo si traduce in un tempo eccessivo dedicato a preparare gli esami, risultati insoddisfacenti che portano a frustrazione, perdite di tempo, scarsa motivazione, poca fiducia ed infine all’abbandono.

Una delle prime ragioni, in questo caso, va ricercata nella mancanza di un valido metodo di studio.

 

L’elefante nella stanza

Il problema della carenza di un metodo di studio efficace tra gli studenti è un po’ “l’elefante nella stanza” del mondo scolastico e universitario, ovvero talmente ovvio che spesso viene ignorato

Queste difficoltà sono in parte mitigate alle scuole superiori in quanto il contesto ristretto del gruppo classe e la poca quantità di materiale da studiare tra una prova di verifica e l’altra, consente alla maggior parte degli studenti di “cavarsela” con le proprie forze benché spesso tra mille problemi e aiuti esterni (ad esempio le ripetizioni).

Tuttavia, i problemi tendono ad esplodere all’università nel momento in cui lo studente si trova davanti spesso ad un’enorme mole di materiale da studiare per un singolo esame e contemporaneamente un lungo periodo di tempo a disposizione senza che nessuno verifichi l’avanzamento e la qualità del proprio apprendimento.

 

Il metodo di studio efficace

Possedere un valido ed efficace metodo di studio diventa quindi essenziale per la buona riuscita degli studi universitari. A maggior ragione questo è importante per quegli studenti che presentano specifiche difficoltà di apprendimento come ad esempio gli studenti con DSA. Infatti, come indicato ad esempio da Cornoldi et al. (2010) riguardo agli studenti con dislessia, un buon metodo di studio va considerato come il primo strumento compensativo.

Diversi studi e ricerche portate avanti in questi anni (vedi ad esempio De Beni et al. 2003; 2008; 2015) indicano che la “cassetta degli attrezzi” di un buon studente universitario dovrebbe contenere le seguenti capacità e competenze:

  • Capacità di organizzare le attività di studio
  • Motivazione allo studio
  • Strategie di comprensione
  • Strategie di memoria
  • Strategie di ricordo
  • Strategie di ripasso e di preparazione dell’esame

Vediamo cosa significa questo nella pratica:

Organizzazione e motivazione

Esiste uno stretto rapporto tra la capacità di fissarsi obiettivi di studio validi e la motivazione allo studio. La maggior parte degli studenti non si fissa obiettivi di studio, oppure prepara piani di lavoro irrealistici che risultano fallimentari già dopo pochi giorni, con evidenti conseguenze negative sulla propria motivazione. Uno dei problemi principali che ostacolano la strutturazione di un buon piano di studio è il cosiddetto “ottimismo cognitivo” e cioè la sistematica tendenza a sottostimare il tempo e le risorse necessarie a raggiungere i propri obiettivi. Un valido metodo di studio deve quindi consentire allo studente di fissare obiettivi a breve, medio e lungo termine che risultino allo stesso tempo realizzabili e motivanti. Infatti, oltre che attraverso l’ottenimento di risultati positivi, la motivazione allo studio si alimenta attraverso il raggiungimento di piccoli obiettivi di studio giornalieri e settimanali che rafforzano l’autostima ed il senso di autoefficacia.

Comprensione e memorizzazione

Gli studi scientifici indicano che il passaggio dei concetti dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine avviene principalmente attraverso la comprensione dei concetti e la loro elaborazione. Ciò significa saper comprendere a fondo i contenuti e saperli organizzare in una “rete semantica” che ne evidenzi i collegamenti e le relazioni. Per questo motivo è particolarmente importante conoscere tecniche e strategie di studio che favoriscono uno studio attivo. Tra queste si possono citare: l’utilizzo di parole chiave, che aiutano a focalizzare i concetti più importanti in un testo evitando eccessive sottolineature, le domande attive, che aiutano a porsi quesiti fondamentali che trovano risposta all’interno del testo e le mappe mentali o concettuali (fig.1) che aiutano lo studente ad organizzare graficamente i concetti in una rete di relazioni e significati favorendone così la memorizzazione. Infine, vi sono strumenti e tecniche specifici per favorire la memorizzazione dei contenuti. Tra questi citiamo ad esempio le cosiddette mnemotecniche, molte delle quali si basano sull’uso di immagini mentali (come ad esempio la tecnica dei loci) e le flashcards (fig.2), molto utilizzate nel mondo anglosassone. Si tratta di cartoncini speciali che solitamente contengono una domanda su una facciata e la corrispondente risposta sull’altra e che vengono poi memorizzate seguendo una procedura specifica.

Ripasso e preparazione dell’esame

Un ulteriore passaggio fondamentale per una buona riuscita degli studi universitari riguarda la capacità dello studente di ripassare attivamente i concetti appresi attraverso strategie che organizzino il ripasso a partire dai contenuti che si padroneggiano di meno. Inoltre, un ripasso efficace dovrà essere organizzato a diversi livelli. Ad esempio, lo studente potrà organizzare un breve ripasso giornaliero dei concetti studiati il giorno prima, un ripasso settimanale ed un successivo ripasso a metà preparazione in modo da favorire il ricordo a lungo termine dei concetti prima di effettuare il ripasso finale. Un altro aspetto da considerare è la capacità di modificare il proprio approccio a seconda del tipo di esame da affrontare. Ad esempio, per un esame orale, lo studente si dovrà concentrare particolarmente sulla capacità di esposizione, che non coincide necessariamente con ciò che spesso viene definito “ripetere ad alta voce”, bensì nel mettersi nei panni della persona esperta che illustra i contenuti a chi non li conosce a fondo. Questo aiuta lo studente a cambiare la propria prospettiva e lo aiuta ad entrare nell’ottica di padroneggiare i contenuti per saperli esporre con efficacia.

Mappa Metodo di studio Universitario

Fig.1 – Esempio di mappa mentale (Realizzata con il software SuperMappe Evo)

 

Esempio di flash card - Diritto Civile

Fig. 2 – Esempio di flashcard di diritto civile

Rimuovere gli ostacoli

Tutto ciò significa che senza un valido metodo di studio di partenza è impossibile laurearsi?

Non necessariamente. Tuttavia, lo studente con uno scarso metodo di studio dovrà compensare le proprie carenze con un maggior tempo dedicato allo studio. Inoltre, è probabile che spenderà tempo ed energie nel tentativo di costruirsi un proprio metodo attraverso prove ed errori senza spesso mai arrivare autonomamente a trovare la “quadratura del cerchio”. Infine, è probabile che la sua motivazione verrà messa a dura prova in quanto percepirà una discrepanza tra le proprie competenze e risorse personali e quelle richieste per affrontare gli studi universitari.

Il risultato è che per molti studenti questo significherà l’abbandono prematuro degli studi che potrà invece in molti casi essere evitato aiutando allo studente a rimuovere questi ostacoli acquisendo quel bagaglio di conoscenze, competenze, tecniche e strategie che rendono lo studente pronto ad affrontare le difficoltà di un percorso universitario.

 

Se siete interessati all’argomento, in data 25 e 26 ottobre presso la sede di Anastasis a Bologna si terrà un  corso di formazione rivolto a tutti gli studenti universitari che cercano risposte alle loro difficoltà nello studio e nell’apprendimento.

Per approfondimenti: http://www.studiarefacile.it/corso-metodo-di-studio-universitario-bologna/

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