DSA e apprendimento

Prima di poter parlare di strumenti compensativi e dei motivi per cui possono essere utili per gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, è importante capire cosa siano i DSA e che caratteristiche hanno.

Quali sono i canali sensoriali che utilizziamo nell’apprendimento?

Tutti noi disponiamo di 4 canali sensoriali: visivo-verbale, visivo-non verbale, uditivo e cinestesico. Ognuno di essi ha una funzione ed ognuno di noi ha una preferenza sul tipo di canale che utilizza più frequentemente. Il canale visivo-verbale è utile nella letto-scrittura: si impara leggendo. La persona che predilige invece il canale visivo-non verbale preferisce le immagini, i simboli, le fotografie, i disegni, le mappe concettuali, i grafici e diagrammi: tutto ciò che riguarda il “Visual Learning”. Il canale uditivo privilegia l’ascolto: colui che lo utilizza in maniera prevalente è favorito dall’assistere ad una lezione, partecipare a discussioni e dal lavoro con un compagno o a gruppo. Infine, colui che utilizza il canale cinestesico predilige attività concrete, come fare esperienza diretta di un problema, per comprendere ciò di cui si sta parlando.

Quali sono i canali sensoriali utilizzati dagli alunni con DSA?

Una persona con DSA ha difficoltà a decodificare un’informazione che passa dal canale visivo-verbale, mentre decodifica molto bene le informazioni che passano dal canale visivo-non verbale; anche quelli uditivo e cinestesico sono ben sviluppati. È quindi uno sviluppo differente rispetto alle persone che non hanno un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, in quanto queste sviluppano in misura maggiore, generalmente, il canale visivo-verbale e in misura minore quello uditivo.

Cos’è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Per Disturbo Specifico dell’Apprendimento intendiamo una difficoltà specifica nelle abilità strumentali di lettura, scrittura e calcolo, che si dovrebbe diagnosticare a seguito di un’adeguata valutazione del profilo cognitivo e funzionale da parte di uno specialista a partire dalla fine della classe seconda primaria per la letto-scrittura e dalla fine della terza primaria per il calcolo. E’ comunque possibile già alla fine della prima o all’inizio della seconda primaria – come sostenuto anche dalle linee guida (Consensus Conference) – porre attenzione alle competenze fragili, poiché l’individuazione precoce di tali difficoltà permetterebbe di ridurle fino al punto di portare l’alunno a raggiungere il livello di apprendimento atteso, mettendo in atto gli opportuni interventi di potenziamento.

La montagna degli apprendimenti

Utilizzando il costrutto di “Montagna degli Apprendimenti” di Franco Frabboni, possiamo individuare vari livelli dell’apprendimento, sulla base della tipologia e complessità. Gli apprendimenti elementari riguardano la memorizzazione e l’automatizzazione; gli apprendimenti intermedi riguardano la comprensione e applicazione; quelli elevati fanno riferimento all’analizzare, sintetizzare, intuire ed inventare.

Montagna Apprendimenti

Ciò che accade nelle persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento è una caduta, a dispetto di ciò che si potrebbe intuitivamente pensare, negli apprendimenti elementari. La difficoltà che queste persone riscontrano si colloca in ciò che è alla base della montagna, quindi nella memorizzazione e automatizzazione. Gli apprendimenti elementari riguardano quei processi che vanno ad intaccare attività basilari quali: lettura, scrittura, calligrafia, formule, calcoli, prendere appunti, imparare tabelline, imparare poesie a memoria, memorizzare termini specifici.

Sebbene gli studenti con DSA non abbiano difficoltà specifiche negli apprendimenti di livelli successivi, se non trovano strategie utili per riuscire ad affrontare gli apprendimenti elementari, inevitabilmente cadranno anche in quelli di grado superiore.

Da queste premesse appare evidente la necessità di individuare strategie e strumenti utili a compensare le difficoltà che i gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento incontrano. A maggior ragione ciò risulta indispensabile nella scuola primaria, dove questi bambini si trovano ad affrontare le prime sfide legate all’apprendimento della lettura e della scrittura privi di un equipaggiamento adeguato. Se non vengono fornite loro le strategie per affrontare in modo proporzionato ai loro compagni i primi anni scolastici, questi bambini accumuleranno lacune sempre più difficili da recupere negli anni successivi, per non parlare dell’aspetto emotivo,  che ne risentirà fortemente potrebbe portarli a sviluppare un atteggiamento di ostilità verso la scuola e tutto ciò che la riguarda, condizionando negativamente l’apprendimento.

Gli strumenti compensativi

Cosa sono?

Per compensativi si intendono tutti gli strumenti atti ad esprimere e/o migliorare il potenziale dell’alunno. Esempi di strumenti compensativi sono: la calcolatrice, il computer, le tabelle riassuntive, il registratore, la biro, il libro, ecc. Quando si parla di strumento compensativo bisogna ricordare che non esiste uno strumento compensativo che aiuta troppo! Infatti questi strumenti agiscono solo negli apprendimenti elementari (proprio quelli in cui cadono i ragazzi con DSA); sarà la persona che li utilizza per risalire la montagna degli apprendimenti che lo farà in modo utile e funzionale al raggiungimento dello scopo.

Cosa permettono di fare?

Gli strumenti compensativi permettono di rendere un apprendimento significativo: un apprendimento costruito, attivo, intenzionale, riflessivo, contestualizzato, dove il soggetto interpreta, ristruttura e riorganizza le informazioni. L’apprendimento significativo è relazionale, attraverso esso si strutturano nuove connessioni concettuali.

Attraverso gli strumenti compensativi posso modificare il percorso di apprendimento. Se il prendere appunti veniva prima ridotto dal bambino con DSA al semplice ascolto, richiedendo un grande uso di energia e fatica, adesso può essere sostituito dal registratore, o dall’uso del pc. Se la lettura richiedeva grande sacrifici, spesso a danno della comprensione, tramite i compensativi può essere sostituita dalla sintesi vocale. Se l’elaborazione era molto faticosa e richiedeva tempo, adesso può essere sostenuta dall’utilizzo di mappe concettuali, grafici e tabelle. Questi ultimi andranno a sostenere anche la fase di memorizzazione, in quanto l’alunno inizierà a memorizzare già nella fase di elaborazione, essendo richiesta una partecipazione attiva nella costruzione delle mappe.

Quali sono?

Come anticipato, gli strumenti compensativi  sono numerosi e di diverse tipologie: si adattano infatti a richieste variabili in base all’età e alle differenze individuali.

Home GECO

I bambini con DSA della scuola primaria possono trarre notevoli vantaggi dal software GECO, che contiene al suo interno 4 ambienti principali:

  • Quaderni serve per gestire e lavorare su documenti di testo.
  • Libri permette di aprire e leggere i libri digitali in formato PDF, aggiungendo evidenziazioni e annotazioni.
  • Mappe serve per creare mappe multimediali e concettuali.
  • Web è un browser interno al programma per cercare informazioni su Internet

ll software GECO ha un’interfaccia iconica ed intuitiva, che lo rende particolarmente adatto a soggetti che si confrontano per la prima volta con il computer e/o con la scrittura; grazie alle sue proprietà e alla possibilità di personalizzare le sue caratteristiche risulta altrettanto adatto a studenti con difficoltà di apprendimento. In ogni ambiente è presente la funzione “Sintesi vocale”: in questo modo un bambino che ha difficoltà nella lettura potrà “leggere con le orecchie”, riducendo il carico di lavoro e migliorando la comprensione del testo.

Tutti i moduli possono inoltre avvalersi di una ricca galleria di immagini. Le immagini sono ricercabili per categorie e sinonimi, ma possono essere anche trovate su “Google Immagini”, con una funzione integrata nel programma. Inoltre GECO permette di affiancare le immagini alle parole corrispondenti grazie alla funzione “immagini magiche”, favorendo la comprensione dei testi scritti.

Contenuti a cura della dott.ssa Marina Sergio