Giocare è davvero così importante nella vita di un bambino?

Basta vedere un bambino di qualche anno per rendersi conto di quanto il gioco abbia un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo, motorio, neuropsicologico, linguistico e sociale. È attraverso il gioco che, già a partire dai primi mesi di vita, è possibile conoscere sé stessi ed il mondo; negli anni successivi, i bambini sperimentano ed esplorano con gli occhi, con le orecchie, con il tatto e con le idee giocando con la loro fantasia; crescendo ancora, attraverso il gioco si scoprono le relazioni, si costruiscono squadre, si prova a conoscere l’agonismo, ma anche la lealtà ed il rispetto delle regole. Tutto quello che diventerà poi il senso di sé di una persona, a partire dai suoi sogni fino ad arrivare alle sue funzioni neuropsicologiche, passando per le sue inclinazioni personali e i suoi punti di fragilità, può essere sperimentato attraverso il gioco.
Nelle sue mille potenzialità, il gioco è quindi un’occasione e uno spazio per crescere e per allenare tutte le abilità del bambino; molto interessante è la possibilità di potenziare le funzioni esecutive, semplicemente divertendosi.

 

Le funzioni esecutive e tutto ciò che ci permettono di fare nel mondo

Prima di vedere come il gioco può allenare il cervello di bambini e ragazzi, approfondiamo cosa sono le funzioni esecutive: si tratta di quelle abilità neuropsicologiche, specifiche e intrecciate tra loro, che si attivano con l’obiettivo di elaborare degli schemi di comportamento e di pensiero per rispondere alle richieste ambientali e adattarsi al meglio al contesto. Le funzioni esecutive sono quindi tutto ciò che è necessario per regolare il comportamento ed orientarlo ad un obiettivo.
Ad esempio, per pianificare un pomeriggio di studio oppure una giornata in gita, per risolvere un problema di matematica, per gestire le distrazioni in classe e allo stesso tempo concentrarsi sulla spiegazione sull’apparato digerente, è necessario attingere al magico mondo delle funzioni esecutive.

Vediamo quali sono le principali:

  • L’attenzione, ovvero la capacità di orientare e focalizzare le proprie risorse cognitive su alcuni stimoli esterni, anziché su altri. La utilizziamo praticamente spessissimo: ad esempio, quando guardiamo un film, quando studiamo una pagina di storia, quando chiacchieriamo con un’amica. E’ quindi una delle più importanti funzioni esecutive, trasversale a molte altre funzioni cognitive più complesse, quali la memoria e il linguaggio.
  • La flessibilità cognitiva: consiste in quell’abilità che utilizziamo per cambiare le nostre strategie e per modificare il nostro comportamento quando non è più efficace in vista del raggiungimento di un obiettivo. Ci è molto utile quando dobbiamo adattare il modo di studiare alla materia o alle richieste del professore oppure quando ci sono degli imprevisti durante un compito o un’uscita al parco con i compagni di classe.
  • L’inibizione, cioè la capacità di selezionare e controllare gli stimoli che possono distrarci oppure interferire con il nostro obiettivo; è una funzione fondamentale per evitare di agire in maniera impulsiva ed in balia di qualsiasi stimolo, anche non significativo, proveniente dal contesto. Anche l’inibizione viene usata quotidianamente, ad esempio quando parliamo con un amico e controlliamo gli stimoli intorno che potrebbero distrarci oppure quando attraversiamo la strada e freniamo l’impulso di attraversare con il semaforo rosso.
  • La memoria di lavoro: ci si riferisce all’abilità di ritenere in memoria le informazioni rilevanti selezionate nel contesto e contemporaneamente di rielaborarle e di processarle per il tempo necessario ad arrivare alla soluzione o alla conclusione dell’attività. Quando la utilizziamo? Più spesso di quello che pensiamo, dato che nella quotidianità la maggior parte dei compiti che portiamo a termine prevedono informazioni da ricordare e poi da rielaborare: fare la spesa, risolvere un problema (di geometria ma anche personale), preparare lo zaino senza dimenticare nulla…
  • La pianificazione: quest’ultima funzione (tra quelle più importanti, ce ne sarebbero ancora moltissime!) è relativa alla capacità di prevedere le conseguenze delle azioni e di organizzarle in modo tale da arrivare al risultato sperato e atteso. Abbiamo bisogno di pianificare quando organizziamo un pomeriggio di studio o di gioco, quando costruiamo una mappa e così via.

 

È davvero possibile giocare, divertirsi e nel frattempo allenare le funzioni esecutive?

Decisamente sì! E scoprirete ancora di più… ogni volta che giochiamo lo facciamo senza accorgercene. Il gioco infatti è un’attività che presuppone delle regole da rispettare, un obiettivo da raggiungere, dei passaggi da fare e da pianificare, degli avversari o degli alleati da monitorare e da anticipare. Mentre giochiamo, il nostro cervello è davvero molto impegnato: deve tenere a mente un sacco di informazioni e nel frattempo rielaborarle (memoria di lavoro), modificare la propria strategia a seconda dell’avversario o dell’obiettivo da raggiungere (flessibilità cognitiva), evitare di distrarsi e focalizzarsi solo sulle informazioni rilevanti (attenzione e inibizione), pianificare le mosse giuste (pianificazione)… Insomma, come un direttore d’orchestra, il nostro cervello durante il gioco coordina tantissime funzioni esecutive e le affina sempre di più. Le cose non cambiano se pensiamo al gioco libero: anche in questo caso, giocare presuppone l’attivazione ed il coinvolgimento di tutte le abilità appena nominate, dal momento in cui le regole vanno inventate, così come le modalità e i tempi. Ad esempio, giocare con le bambole, con le macchinine oppure inventare storie attiva inevitabilmente la flessibilità cognitiva, la pianificazione, l’attenzione… anche con un pizzico di creatività in più!
Considerando che i bambini amano giocare ed il loro cervello è in continua evoluzione e riorganizzazione, possiamo renderci conto di quanto possa essere utile e costruttivo, come genitori, insegnanti, baby-sitter ed educatori, pensare a dei momenti di gioco, non solo per divertirsi e sviluppare le abilità sociali (mica poco!), ma anche per allenare le funzioni esecutive.

 

Idee e consigli di giochi

Partendo dal presupposto che tutti i giochi, anche quelli frutto della fantasia dei più piccoli, possono essere un allenamento intensivo e divertente per le funzioni esecutive, eccone alcuni particolarmente indicati.
Partiamo da “Dobble” (Asmodee), un gioco con le carte in cui i giocatori devono individuare un simbolo in comune tra la propria carta e quella che si trova al centro; ovviamente bisogna farlo prima degli avversari. Le versioni sono tante e le immagini sempre molto dettagliate e accattivanti! E’ ovviamente utile per stimolare l’attenzione selettiva e sostenuta, ma anche l’inibizione della risposta davanti a stimoli non rilevanti e la velocità di elaborazione delle informazioni.
Molto divertente e stimolante è anche “Jenga” (dalla lingua swahili: “costruisci”): consiste nel costruire una torre di mattoncini di legno e poi toglierne uno per ogni turno. Andando avanti, la torre diventerà sempre più instabile, fin quando uno dei giocatori eliminerà un pezzo fondamentale e la torre crollerà. In questo gioco la pianificazione, quindi anticipare le possibili conseguenze di ognuna delle azioni, è fondamentale, così come la flessibilità cognitiva e l’inibizione delle risposte impulsive e non utili all’obiettivo finale. Inoltre, allenando le funzioni esecutive, questo gioco permette anche di creare un clima di collaborazione tra i partecipanti: la mossa di ognuno dovrà essere di aiuto per tutti gli altri, altrimenti la torre crollerà subito!
Un altro gioco assolutamente da provare è “Tutto in valigia” (Rocco Giocattoli). Lo scopo è quello di preparare una valigia per partire verso una meta di vacanza per la quale serviranno determinati oggetti, ad esempio la crema solare, le infradito, i pantaloncini, ecc… gli oggetti però devono essere incastrati in modo tale che la valigia si chiuda e chi riesce a farlo per primo può partire e vince un punto! E’ necessario per riuscire a chiudere la valigia pianificare come collocare gli oggetti a seconda della loro grandezza e di quella degli altri (pianificazione), avere strategie flessibili e modificabili rapidamente (flessibilità cognitiva), avere a mente tutti gli oggetti da mettere in valigia e possibilmente le loro dimensioni (memoria di lavoro). Insomma, anche qui l’allenamento per le funzioni esecutive non manca!
Infine, se pensiamo al mondo di bambini e ragazzi, non possiamo non considerare le potenzialità delle tecnologie e del mondo digitale. Assolutamente da provare, in tal senso, è il videogame “Il Mondo degli Elli”: si tratta di un programma di intervento scolastico sulle funzioni esecutive che propone delle attività di potenziamento computerizzate (in particolare sull’inibizione, sul controllo dell’interferenza, sulla memoria di lavoro e sulla flessibilità cognitiva) da associare all’ approfondimento metacognitivo sulle diverse funzioni esecutive e alla scoperta delle strategie più adatte per regolare il proprio comportamento e la propria concentrazione. Il protagonista è Ello, un giovane cervellino, che si trova a scoprire il mondo delle funzioni esecutive sotto lo sguardo saggio e attento di Big Ello.

 

Le strade per potenziare le funzioni esecutive divertendosi sono davvero tantissime, ma non ci dimentichiamo quanto sia importante il gioco! Lasciare il tempo e lo spazio a bambini e adulti di giocare è prezioso per tantissimi motivi, anche per lo sviluppo e l’allenamento del nostro cervello.

 

 

 

A cura di: Nellia Arciulio, Laboratori Anastasis

 

 

 

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