Arrivare “in tempo” è fondamentale: il tempo dello sviluppo passa, non torna indietro, ed è molto importante cogliere eventuali segnali di scarsa attenzione o di sviluppo lento, per esempio nel linguaggio o nella lettura.

Sono segnali che ci fanno capire che c’è bisogno di porre più attenzione. Intervenire in questo senso non vuol dire mettere un’etichetta ma indirizzare meglio certi stimoli e aggiustare l’ambiente in modo che sia più favorevole. Ed è importante farlo in tempo.

Identificazione precoce e potenziamento sono rispettivamente le attività di osservazione che possono segnalare la presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento, e le attività mirate a potenziare le abilità nelle quali il bambino presenta delle difficoltà.

Siamo quindi in una fase che precede una eventuale diagnosi e che serve a identificare e a lavorare sulle abilità di metafonologia, letto-scrittura e calcolo: solo quando screening e potenziamento segnalano la necessità di rivolgersi a uno specialista per approfondire la valutazione, allora entra in campo l’ipotesi di una diagnosi di DSA.

Identificazione precoce e potenziamento

L’identificazione precoce avviene con un processo detto di osservazione nel corso della scuola primaria: unica eccezione è il primo anno, durante il quale l’osservazione può partire solo quando il programma scolastico è ben avviato, indicativamente dal mese di gennaio/febbraio.

La procedura di identificazione precoce deve avere delle caratteristiche ben definite. Bisogna capire se è funzionale fare una prova collettiva o una prova individuale: tutte le riviste internazionali di metodologia segnalano che, nelle prove collettive, più bassa è l’età più alto è il rischio di avere risultati non attendibili (falsi positivi o falsi negativi): alcuni bambini possono essersi distratti, o non aver compreso il compito.

Le prove individuali hanno il vantaggio della relazione diretta dell’adulto con il bambino: l’adulto coglie se il bambino sta capendo. Il contro è il tempo.

L’identificazione precoce prevede prove nelle aree lettura, scrittura e calcolo dovrebbero quindi sempre avere queste caratteristiche:

  • le prove devono essere standardizzate, semplici e brevi
  • le attività di screening devono essere individuali e simili a quelle già incontrate dal bambino nel percorso scolastico
  • gli insegnanti formati sono le figure di riferimento per svolgere i test: in questa fase non è necessario l’intervento di uno psicologo o di un logopedista
  • deve essere presente una figura professionale per garantire il controllo dei fattori che possono influenzare i risultati della prova: parliamo di fattori esogeni, cioè contestuali ed esterni al bambino, ma anche di fattori endogeni che fanno parte delle  caratteristiche individuali del bambino

I risultati dello screening si esprimono in “fasce di prestazione”:

  1. Richiesta di intervento immediato
  2. Richiesta di attenzione
  3. Criterio pienamente raggiunto

Se il bambino si trova nell’area di prestazione critica, corrispondente alle prime due fasce, è necessario avviare un percorso di potenziamento per favorire lo sviluppo della capacità di lettura.

Il potenziamento

Ogni percorso di potenziamento dura circa due o tre mesi e prevede attività brevi, anche quotidiane, che non stancano il bambino ma lavorano con precisione sulla lettura, scrittura o calcolo anche con l’aiuto di computer, tablet o smartphone e di piattaforme online come InTempo.

Se il potenziamento non produce i risultati sperati e non permette al bambino di recuperare le difficoltà per proseguire il percorso scolastico al pari dei suoi compagni, la scuola potrà segnalare ai genitori l’importanza di una valutazione specialistica che potrà portare a una eventuale diagnosi di dislessia e il percorso più adatto per compensare il disturbo e agevolare l’autonomia nello studio del bambino.

InTempo, il servizio online per l’identificazione precoce e il potenziamento

InTempo è il servizio online studiato proprio per i percorsi di identificazione e di potenziamento, per aiutare famiglia, insegnanti e studenti nel percorso di osservazione e prevenzione dei possibili Disturbi Specifici dell’Apprendimento, come previsto dalla legge 170710.

Con InTempo hai a disposizione un percorso guidato di circa due o tre mesi per monitorare e potenziare in un ciclo classico di test iniziali, attività di potenziamento e nuova fase di test che verifica i risultati del lavoro di potenziamento.

Il vantaggio di una piattaforma online utilizzabile da pc, tablet e smartphone è la possibilità di tenere traccia in un ambiente unico di tutte le attività svolte con ogni studente: InTempo memorizza tutte le fase di lavoro e i risultati e mostra l’impegno del bambino in grafici riassuntivi che alla fine del percorso costituiranno parte della relazione finale e che potranno essere consegnati ai genitori.

Il modulo di identificazione precoce di InTempo contiene sei tipi di prove di lettura, scrittura e calcolo già utilizzate e testate da SOS Dislessia e calibrate a seconda della classe frequentata dallo studente che deve eseguirle, ed è InTempo stesso che guida la successione delle prove, produce i risultati e indica se è necessario proseguire con un ciclo di potenziamento.

Il modulo di potenziamento di InTempo propone un percorso nelle tre aree metafonologia, lettura e scrittura e può essere usato anche in maniera indipendente dalle prove di identificazione, dalla prima classe della scuola primaria fino alla terza della scuola secondaria.

Le app che guidano il percorso – GEA per la metafonologia, Atena per la lettura, Ermes per la scrittura – sono state progettate da Giacomo Stella, Michela Camia, Patrizio Tressoldi e Alessandra Luci, garanzia della loro validità e rigore scientifico.

InTempo propone un vero e proprio percorso guidato che integra step di osservazione individuale – volutamente flessibili sulle date di utilizzo per adattarsi ai protocolli esistenti in ogni realtà scolastica o di doposcuola – a conseguenti azioni di potenziamento di 2 o 3 mesi per i casi di “richiesta di attenzione”. Lo step di osservazione successivo al potenziamento funge in questo modo da post-test.

Dopo un ciclo “test-potenziamento-test” il sistema è in grado di produrre automaticamente una relazione con indicazioni sul risultato dell’osservazione iniziale, la descrizione delle attività di potenziamento svolte, il risultato della successiva osservazione ed eventuali consigli sul proseguo del percorso.

Il percorso post-diagnosi

Se la diagnosi conferma la dislessia, la scuola scrive il PDP, il Piano Didattico Personalizzato, il documento ufficiale che riporta le strategie, gli strumenti compensativi e le misure dispensative più adatti a sostenere il bambino nel suo percorso scolastico: il PDP viene rivisto periodicamente e modificato quando necessario, perché sia sempre il più adeguato possibile alle necessità dello studente.

Lo specialista che segue il bambino attiverà gli strumenti e il percorso necessario sulla base delle caratteristiche del bambino e dell’incidenza del disturbo, con la collaborazione dei genitori per l’allenamento in studio e a casa.

Anastasis affianca le famiglie, nel percorso scolastico dei loro figli con i software compensativi, la rete dei Doposcuola a Bologna e su tutto il territorio italiano, la formazione in aula e a distanza, e offre a studenti e alle figure cliniche che lavorano con loro anche la piattaforma RIDInet che unisce l’intervento in studio e a casa: RIDInet permette allo studente di esercitarsi con applicazioni divertenti e motivanti in un percorso creato apposta per lui, e al suo specialista di seguire ogni esercizio dall’interno della piattaforma, per monitorare i risultati e miglioramenti dei bambino anche a distanza, per poi condividerli con i genitori e con la scuola.

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